La manifestazione
Scontro su Rezzaio tra Comitato e Comune
Botta e risposta con l’assessore Bartoli dopo l’esposto presentato in procura per i valori anomali dei metalli
PIETRASANTA. «Se il Comune e l’assessore non sono d’accordo con quanto da noi detto a margine dei lavori alla discarica di Rezzaio che ci smentiscano, ma con dei dati». Presa di posizione, quella a firma del Comitato tallio Valdicastello, in replica all’assessore Elisa Bartoli che aveva etichettato il comportamento dello stesso Comitato come “ambiguo”. A innescare la querelle un esposto in Procura presentato dallo stesso Comitato nei giorni scorsi: esposto dove veniva evidenziata l’anomalia di alcuni valori fra i metalli pesanti presenti nella stessa discarica oggetto di lavori.
«Quelle analisi nella discarica siamo stati costretti a farle – aggiungono dal Comitato presieduto da Luigi Pelliccioni – perché né il Comune né Arpat, quando abbiamo sollecitato verifiche e controlli a margine delle opere in corso, sono intervenuti in modo esaustivo. Anzi, il Comune non ci ha neppure risposto. Vista la situazione, a nostre spese, abbiamo fatto analisi da contadini ma i dati certificati da un laboratorio specializzati ci hanno fatto drizzare i capelli. Quello che a noi preme, sia chiaro, è la verità e ancora tutelare e tranquillizzare la nostra comunità e non certo, fare confusione. Se in Comune hanno altri dati che smentiscono i nostri timori, li rendano pubblici. La verità è che tutte le volte che abbiamo evidenziato delle anomalie nei valori dei diversi metalli presenti in zona, mai siamo smentiti. Nel frattempo, dopo il nostro esposto, due referenti degli uffici comunali hanno fatto un sopralluogo alla discarica di Rezzaio».
Parole critiche nei confronti dell’amministrazione Giovannetti anche da parte di Maria Vittoria Ulivi e Nicola Conti, Pd: «Dopo riunioni invelenite nella frazione e denunce per cartelloni affissi lungo la strada nel recente passato, con un processo in corso che interessa due società pubbliche per il caso tallio, con il Comune di Pietrasanta che non si è costituito parte civile, colpevolizzare il Comitato di creare incertezza e sfiducia nei confronti delle istituzioni appare un’affermazione del tutto fuori luogo. Inoltre, le analisi eseguite dai privati cittadini, con o senza il supporto di tecnici specializzati per il campionamento, non dovrebbero essere liquidate perché non attendibili, anzi i dati dovrebbero essere impiegati col giusto peso per elaborazioni in parallelo coi campionamenti ufficiali. Purtroppo, dal caso tallio e la bonifica delle ex-Edem al conoide del Baccatoio, passando da Falascaia ai pozzi del Pollino con arsenico, per il problema della qualità delle acque di balneazione fino al caso Cava Fornace, i motivi di preoccupazione sono davvero tanti nel nostro comune». — L.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
