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Il ragioniere capo: «Ancora tre anni per chiudere il disavanzo»

D.F.
Il ragioniere capo: «Ancora tre anni per chiudere il disavanzo»

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VIAREGGIO. Il Comune di Viareggio versa «in disavanzo cronico da diversi anni»: così ha spiegato ieri mattina in commissione “Risorse” il ragioniere capo del Comune, Alberto Bartalucci. A chiedere conto della situazione relativa al disavanzo - che è tutt’altro dal dissesto che si è formalmente chiuso a dicembre 2018, pur essendo ancora insediato in Municipio l’Organismo straordinario di liquidazione che sta procedendo con i pagamenti -è stato il consigliere Antonio Batistini, indipendente nel Gruppo Pd. Dai 50 milioni di euro di disavanzo alla data dell’arrivo in Municipio di Bartalucci (dicembre 2015) si è passati agli attuali 18 milioni ai fronti dei 29 che erano stati messi in preventivo nel 2018.

«La revisione dei residui», ha spiegato ieri Bartalucci, «ha permesso di eliminare alcune partire di spesa». Per esempio quelle relative ai consumi delle sedi comunali, dove si sono verificati risparmi. A questo si sono aggiunti «maggiori introiti dalla riscossione, a consuntivo».

Al ragioniere capo Batistini ha chiesto quando è ipotizzabile che si possa chiudere questo disavanzo definito come «cronico». La risposta del dirigente comunale è stata netta: «In tre anni».

Fuori dal linguaggio delle carte, questo significa una contrazione della spesa del Comune, «come imposto dalla legge», ricorda Bartalucci. Che aggiunge: «E non posso che ringraziare l’amministrazione del sindaco Del Ghingaro per avermi seguito su questa strada». Strada tanto obbligata quanto difficile, e che spesso mette in difficoltà gli uffici per le tante necessità di una città come Viareggio.

Il bilancio consuntivo 2018 va al voto del consiglio comunale il 29 aprile, ed ancora non è dotato del parere dei revisori dei conti del Comune. Proprio per questo motivo il consigliere comunale della Lega, Massimiliano Baldini, ha eccepito sullo svolgimento stesso della commissione in presenza di documentazione incompleta. Il vice presidente della commissione, David Zappelli (capogruppo Lista Del Ghingaro) ha ammesso: «Il parere dei revisori arriva sempre in limite alla convocazione del consiglio». —

D.F.

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