Il Tirreno

Versilia

Addio Fauzia, regina della Passeggiata Le sue “bombe” hanno fatto la storia

Roy Lepore Matteo Tuccini
Addio Fauzia, regina della Passeggiata Le sue “bombe” hanno fatto la storia

Verace e graffiante, simbolo di viaregginità. Il figlio Luigi: «Per lei amore immenso». Il cordoglio anche di Spalletti

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Non ce l’ha fatta a festeggiare i 50 anni dell’attività che nel 1969 aveva aperto in Passeggiata insieme al marito Alessandro Cecchi. Un bar pasticceria che ha fatto la storia, come la storia l’hanno fatta le sue “bombe”. Che si trattasse dei bomboloni ripieni di crema tirati ai carri del Carnevale, o delle frecciate, quelle invece salatissime, lanciate ai clienti, il copyright è sempre stato il suo: Fauzia.

Lei in realtà si chiamava Fauzza Paolini: un nome curioso, quasi straniero, che quando aprì il bar dovette accantonare «perché a quei tempi per avere una licenza ci voleva un nome che suonasse più italiano», ricorda il figlio Luigi Cecchi. E così Fauzza è diventa Fauzia. Il mito non ne ha risentito, anzi: a Viareggio se dici Fauzia è come dire la Torre Matilde, il Molo. Come la Passeggiata, di cui lei è stata la regina. Una regina popolana, morta ieri mattina nella sua abitazione di via della Guidicciona est a Torre del Lago. Non aveva ancora compiuto 80 anni: era nata a Viareggio il 5 agosto del 1939. Popolana lo era perché amata dai clienti per il suo carattere genuino, verace, graffiante e sempre allegro. In una parola, viareggino. Amata perché riusciva a trasmettere, non solo a chi ha avuto la fortuna di starle accanto, ma anche alla numerosissima clientela, quel suo modo di interpretare la vita, sempre scanzonato e con quelle sue tipiche espressioni colorite. C’è chi ha confessato che andava al bar Fauzia in Passeggiata anche per questo suo modo di comportarsi, oltre naturalmente per la bontà delle sue “bombe” con la crema.

«Tre anni fa è stata colpita da una ischemia – racconta il figlio Gigi – e da quel momento in poi purtroppo è stata sempre un peggiorare, fino ad arrivare a questo triste epilogo. Di mamma mi porto dentro l’invenzione del lancio dei bomboloni con la crema nel periodo di Carnevale, che ho ereditato, proprio perché è quello che le ha fatto sempre piacere. Poi lo stare a contatto con il pubblico e quel suo modo tutto originale, che ha fatto sì che il nostro bar diventasse quasi come una grande famiglia allargata. Da quando avevo 12 anni e mezzo sono stato al suo fianco. Ho appreso da lei e da mio padre come si gestisce un’attività come questa e la passione per questo lavoro, che hanno sempre svolto con tanto amore. Avevamo due caratteri contrapposti e abbiamo anche litigato, ma l’amore nei suoi confronti è stato immenso». La Fauzia ha lavorato per una quindicina di anni anche a Massarosa, i suoi genitori erano i proprietari del ristorante La Corteccia: poi si è trasferita a Viareggio, dove è diventata un punto di riferimento in Passeggiata. Ma Fauzia era punto di riferimento per la viaregginità stessa: amante del Carnevale e affezionata della Canzonetta di Egisto Malfatti, con lei sono cresciute intere generazioni, che andavano dalla Fauzia da scapoli, poi da fidanzati, da sposati, da padri, ed infine da nonni. Ha seguito l’adolescenza e i percorsi della vita di tanti. Una turista affezionata di Viareggio ha detto: «Mi ha accompagnato per le vacanze di 40 anni di vita, grazie di esserci stata». Per tanti è stata come una seconda mamma, una confidente. Ecco perché viareggini, versiliesi e turisti da anni non possono mancare una fermata obbligatoria al suo bar-pasticceria, oggi gestito dal figlio Gigi e dalla moglie Serena Barsotti. Che solo pochi mesi fa hanno dovuto fare i conti con la tragedia del figlio Alessandro, morto a 27 anni in un incidente stradale.

La Fauzia lascia il marito Alessandro, i figli Gigi e Franco, le nuore, gli affezionati collaboratori della pasticceria: Simone (Momo), Ivan, Fabio, Cristiano, Gaia che a loro volta hanno ereditato da lei la passione e l’amore per questo lavoro che portano avanti, grazie a Gigi e Serena che anche dopo la tragica scomparsa del figlio Alessandro (che portava lo stesso nome del nonno), hanno deciso di proseguire. Tantissime le attestazioni di vicinanza a Gigi e alla moglie Serena e alla sua famiglia, tra i tanti messaggi anche quello dell’amico Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, che ha scritto: «Ciao mitica Fauzia». —



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