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Su internet già a cinque anni «Genitori, occhio ai pericoli»

Luca Basile
Su internet già a cinque anni «Genitori, occhio ai pericoli»

Il Comune distribuisce libri-guida da leggere in famiglia per imparare a difendersi dalle insidie del web e in particolare dei social network

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«Qualche giorno fa ho scoperto mio figlio, di soli cinque anni, con il mano il telefonino di mia moglie. Cercava su youtube un video “sugli animali che combattono”, e lo cercava come se fosse la cosa più semplice di questo mondo. Sono rimasto scioccato». Parole preoccupate, quelle che ci ha riferito ieri mattina un genitore a conclusione della presentazione del libro guida “Avanti tutta! Navigare nel grande mare di internet senza restare impigliati nella rete!” distribuito dal Comune.

Presentazione andata in scena presso l’auditorium della scuola Pascoli. Ma il bambino che a soli cinque anni “smanetta” in solitudine sul telefonino della mamma non è un caso limite. Mattia, ad esempio, ha iniziato a navigare quando aveva appena sette anni - è emerso durante l'incontro di ieri - utilizzando il cellulare dei suoi genitori per ascoltare la musica e andare su YouTube. Luca invece non ha mai pensato di confrontarsi con i genitori perché è convinto di “saperne di più di suo padre e sua madre”. Per una statistica che ci racconta che uno studente su tre ha iniziato a “frequentare” internet senza la supervisione di un adulto e che il cellulare è al primo posto tra gli strumenti utilizzati per navigare mentre Instagram il canale social più usato.

«Con questa pubblicazione – ha spiegato Rosanna Travo, responsabile del progetto per la casa editrice Quindici - intendiamo rendere più consapevoli genitori e figli aiutandoli a costruire un rapporto di fiducia e un dialogo affinché entrambi siano preparati a risolvere situazioni di crisi. Postare foto personali, diffondere immagini sui gruppi, utilizzare termini volgari, pubblicare informazioni personali o selfie provocanti sono tutti comportamenti molto rischiosi. La prima regola è quella di parlare con i genitori, la seconda di non visitare siti senza chiedere ai genitori o agli insegnanti».

Stando sempre a varie ricerche lo smartphone «è utilizzato ormai quotidianamente dal 97 per cento dei ragazzi tra i 15-17 anni e dal 51% dei bambini tra i 9-10 anni. I numeri parlano chiaro: la percentuale di ragazzi e ragazze che vivono esperienze negative sul web sono più che raddoppiati a distanza di sette anni: se nel 2010 erano il 6%, nel 2017 erano il 13%, una percentuale in continuo aumento. Secondo le statistiche dei primi dati risultati dall'indagine di Eu Kids Online, realizzato da OssCom (2018), il centro di ricerca sui media, nel 2017 il 10% degli intervistati ha subito bullismo sia online che off line.

L’incontro di ieri ha visto la partecipazione del sindaco Alberto Giovannetti - fra l'altro vittima di un episodio di hackeraggio qualche giorno fa. «Uso i social solo per necessità – ha precisato – i nostri figli hanno tra le mani uno strumento molto potente che può essere un vantaggio, ma anche un pericolo. Bisogna essere prudenti. Smartphone e computer sono mezzi fantastici, ma vanno utilizzati con parsimonia. Lasciateli da parte e godetevi la vita reale». «La principale difficoltà oggi - ha aggiunto l'assessore Francesca Bresciani - è quella di formare anche i genitori che devono essere i primi a conoscere i potenziali rischi per i loro figli». —

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