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difese all’attacco 

«Si è voluto processare un sistema e questo è davvero pericoloso»

D.F.
«Si è voluto processare un sistema e questo è davvero pericoloso»

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VIAREGGIO. «È pericoloso che si faccia un processo alle norme: perché i processi ai sistemi non possono passare sulla pelle delle persone, cioè dei nostri assistiti», conclude così la sua replica l’avvocato Mattia Moscardini in sostituzione della collega Ambra Giovene. E centra uno dei temi che ha attraversato tutta la vicenda giudiziaria del disastro ferroviario del 29 giugno di dieci anni fa.

A Moscardini fa eco, sulla medesima lunghezza d’onda, l’avvocato Cesare Piazza che apre la propria replica con queste parole: «Questo processo è diventato un processo-mostro. Perché qualcuno, fino dal principio, ha pensato di allargare il circuito delle accuse per avere il maggior numero possibile di coinvolti»

Ce n’è per la Procura di Lucca (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino), ma anche per i giudici del Tribunale di Lucca che componevano il Collegio del primo grado (presidente Gerardo Boragine, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino). Perché Piazza descrive la sentenza come «infarcita di pregiudizi e preconcetti anche nelle minime cose». Senza contare che «il circo mediatico che ci assedia non ci dà respiro». —

D.F.

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