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L’avvocato D’Apote attacca i ferrovieri al fianco dei familiari
VIAREGGIO. L’avvocato Armando D’Apote, difensore di Mauro Moretti e di Ferrovie nei dieci anni della vicenda giudiziaria del processo al disastro ferroviario di Viareggio ha lasciato dietro di sè una serie di frasi che hanno fatto la storia del confronto in tribunale. Ed anche ieri, nella replica per il processo d’appello, non si è smentito: «La tenacia implacabile dei viareggini è stata la sfortuna degli imputati», ha concluso rispondendo alle parole utilizzate dal collega Gabriele Dalle Luche, lega di parte civile per i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza in ferrovia. Ma non solo, ha aggiunto D’Apote: perché alla tenacia dei familiari delle vittime e di una intera città si è aggiunto «un manipolo di ferrovieri che per ragioni personali o storiche di contrapposizioni con i vertici hanno utilizzato l'accaduto per alimentare propri rancori, personali e di categoria». La risposta dei ferrovieri non si è fatta attendere, delegata all’avvocato Dalle Luche: «Tutti i lavoratori di Fs possono essere orgogliosi di aver contribuito come categoria all’accertamento della verità sulla strage, anche in tribunale. Le dichiarazioni di alcuni difensori degli imputati, francamente non condivisibili, in merito a presunte motivazioni personali di alcuni di loro, appaiono una scomposta reazione alla sentenza. L’interesse dei ferrovieri è uno solo: lavorare in sicurezza per garantire un trasporto sicuro e salvaguardare l’azienda». —
D.F.
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