Il Tirreno

Versilia

in tribunale 

Bancomat saltati in aria e assalti ai negozi di telefonia: tre condannati e un quarto uomo ancora alla sbarra

2 MINUTI DI LETTURA





massarosa. Condanne per 10 anni e mezzo in abbreviato di fronte al gup Antonia Aracri per tre dei quattro componenti la banda dell’acetilene, tre rumeni e un albanese specializzati nel colpire gli sportelli bancomat facendoli saltare con un mix di ossigeno e acetilene. Furti studiati nei minimi dettagli compiuti anche su commissione ai danni di attività commerciali di Lucca, Capannori e Versilia. Poi, il 22 giugno, il tentativo di far saltare lo sportello del bancomat di Prunetta, nel comune di San Marcello Pistoiese, sventato dalla squadra mobile e l’arresto dei quattro rumeni, due residenti a Lucca e altrettanti a Viareggio, dopo una rocambolesca fuga.

Da tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale si è passati a tentata rapina aggravata. Il pm d’udienza, Antonio Mariotti, riqualifica il reato commesso dai quattro imputati e l’impostazione viene condivisa dal giudice. Così in considerazione della scelta del rito abbreviato da parte del pool difensivo (avvocati Massimo Landi, Alessandro Baroni, Edoardo Piva, Leonardo Dianda e Marco Treggi) gli imputati usufruiscono di uno sconto di pena pari ad un terzo, ma con un’imputazione decisamente più grave.

Così il gup condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione Bogdan Popescu, 34 anni, residente nella periferia di Lucca; a 4 anni e 2 mesi Costantin Daniel Hosu, 37 anni, già finito in manette nel 2007 per un furto aggravato avvenuto in Liguria e a 2 anni Bogdan Mariu Papadariu, 38 anni, domiciliato a Viareggio. Per quanto riguarda Costantin Emilian Cretu, 36 anni, albanese, l’unico incensurato del gruppo, è stata rigettata dal giudice l’istanza di patteggiamento a tre anni di reclusione giudicata troppo bassa. Gli atti saranno trasmessi ad un nuovo gup.

La banda arrivava con diverse ore d’anticipo sul luogo dove avrebbe compiuto il colpo, lasciando le auto anche a 5-6 chilometri di distanza. Si muoveva di notte e non usava cellulari per comunicare. La refurtiva, almeno inizialmente, veniva nascosta tra la vegetazione e recuperata il giorno successivo. Il primo colpo risale al 16 febbraio 2018: via una betoniera da un cantiere. Il 12 aprile dal tetto la gang s’introdusse in un negozio di telefonia a Massarosa, ma il colpo non andò a segno. Il 20 aprile toccò ad una ditta di assistenza caldaie, il 28 ad un bar di S. Alessio mentre l’ultimo furto il 16 maggio: 100 chili di caffé in un’azienda di torrefazione. La cattura di Cretu e Hosu sulla Pesciatina a Lunata con la Bmw bloccata dalle auto della polizia. Popescu viene rintracciato a casa dei suoceri. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore