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L’avvocato: «Andremo davanti alla Corte europea»

Luca Basile
L’avvocato: «Andremo davanti alla Corte europea»

Giuseppe “Beppe” Colucci: "Ho fatto 21 giorni di galera, 23 di domiciliari per poi sentirmi dire: lei è innocente, il fatto non sussiste. E, nonostante tutto questo, l’errore giudiziario, alla fine, non mi è stato riconosciuto. E allora come vuole che mi senta? Amareggiato. E sconfitto"

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PIETRASANTA. «Ho fatto 21 giorni di galera, 23 di domiciliari per poi sentirmi dire: lei è innocente, il fatto non sussiste. E, nonostante tutto questo, l’errore giudiziario, alla fine, non mi è stato riconosciuto. E allora come vuole che mi senta? Amareggiato. E sconfitto. Il sottoscritto ha sempre creduto nella giustizia. Oggi, invece, qualche dubbio sulla credibilità della giustizia come faccio a non averlo». Giuseppe “Beppe” Coluccini, la sentenza della Cassazione che rigettala richiesta di riparazione per ingiusta detenzione – presentata dallo stesso Coluccini alla pari di Mario Mallegni e ancora di Franco e Marco Fantechi – l’ha letta diverse volte.

«E più la leggo e più non riesco a capacitarmi. Sono finito in carcere, ho subito un processo da dove ne sono uscito assolto con formula piena. E con la stessa Procura, non lo dimentichiamo che è un fatto importantissimo, che non si è neppure appellata di fronte alla sentenza di primo grado. Ho così deciso di fare ricorso perché volevo che un tribunale dicesse: sì, caro Coluccini, ha ragione, ci siamo sbagliati a metterla in prigione. E invece non è andata così: dopo anni di attesa mi dicono che non ho diritto a niente. Che anche se ero innocente, non c’è stato errore tale da giustificare un indennizzo. Ma allora in quale caso ti viene riconosciuto un diritto del genere?

Mario Mallegni – babbo del senatore Massimo Mallegni – taglia corto. «Non posso commentare la sentenza della Cassazione perché non l’ho letta». Tutt’altro che sorpreso dal pronunciamento della Cassazione l’avvocato Sandro Guerra che ha firmato il ricorso per i Fantechi, Mario Mallegni e Coluccini. «La Cassazione ha rigettato? E sai che novità. Ha fatto quello che aveva già fatto per ben due volte in questa vicenda, niente di strano. L’unico ex imputato che ha avuto la riparazione (Dante Galli, ndr) l’ha avuta perché nessuno fece ricorso per Cassazione, altrimenti non so come sarebbe finita. Semmai la decisione dimostra che il sistema va cambiato. L’Italia è l’unico paese dove ti mettono in galera, poi ti assolvono, e per avere un indennizzo, neppure un risarcimento, devi pure dimostreremo di aver fatto l’impossibile per chiarire immediatamente la tua posizione» . Ma la Cassazione non sancirà l’epilogo del ricorso di riparazione per ingiusta detenzione. «Andiamo avanti. Vedremo che cosa ne pensa la Corte Europea di Giustizia, posto che l’Italia è la nazione più condannata anche per questo motivo».

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