Gioco
«La sfortuna degli imputati? L’avere incontrato la comunità viareggina»
Gli avvocati Riccardo Carloni e Gabriele Dalle Luche hanno affrontato il ruolo di Ferrovie nei fatti che hanno portato al deragliamento di 10 anni fa
VIAREGGIO. «Moretti ha risanato le Ferrovie italiane? Non lo discuto, ma non mi interessa. A me interessa il rispetto delle regole», dice - duro - nell’aula del processo d’appello l’avvocato Riccardo Carloni. Il quale è tornato a puntare il dito sulle responsabilità della capogruppo Ferrovie, contestando l’assoluzione in primo grado di Mauro Moretti, che ne era amministratore delegato nel 2009, in questa veste. «Tutto passava dagli organi della capogruppo», ha sottolineato il legale, che ha aggiunto: «Non vi era alcuna autonomia degli amministratori delegati e dei consigli di amministrazione sui progetti di interesse di Gruppo e sulle a scelte che segnavano le sorti delle due principali controllate del Gruppo medesimo».
Nella sua replica Carloni ha difeso dagli attacchi pesanti portati in aula dai legali degli imputati di casa Fs i due consulenti che molto hanno lavorato, nella vicenda giudiziaria relativa al disastro ferroviario di Viareggio per lo studio Carloni-Marzaduri: Maurizio Orsini e Paolo Rivella.
Sul ruolo della Holding è tornato anche l’avvocato Gabriele Dalle Luche, parte civile anche per i rappresentanti alla sicurezza dei lavoratori in ferrovia: «Ci è stato detto che la presenza, in qualsiasi occasione pubblica anche delle imprese del Gruppo, era una cosa di scena. Invece le carte ci dicono che si trattava di firmare contratti a tutti gli effetti, atti che impegnavano le società e per le quali le singole società dovevano rilasciare la procura».
Anche Dalle Luche ha toccato il tema tanto sostenuto dall’avvocato di Fs, Armando D’Apote, dei conti di Ferrovie che “tornavano”: «La relazione della Corte dei Conti datata 2009 sottolinea la riduzione delle risorse destinate alla sicurezza: 16 milioni a fronte degli 85 del 2006. Perché ad un certo punto di investimenti insicurezza si è iniziati ad occuparsene meno. Nel 2006 esplodono i costi dell'Alta velocità. È del tutto evidente che si sono fatte scelte industriali chiare, investendo nei settori profittevoli e disinvestendo sul resto, perché qualcuno doveva fregiarsi di aver risanato le ferrovie».
Non è certo un caso che i ferrovieri ed i loro rappresentanti si siano schierati, in questi lunghi anni, a fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio. E Dalle Luche l’ha ricordato con parole intense e forti: «La sfortuna degli imputati è stata quella di avere incontrato i viareggini; di aver incontrato familiari che non hanno accettato i risarcimenti; di aver incontrato una comunità che è sempre stata a fianco dei familiari, e ferrovieri che ci hanno aiutato a capire. La sfortuna, infine, di avere incontrato un gruppo di consulenti quali quelli che abbiamo avuto al fianco». Ed il riferimento è al lavoro svolto da chi ha operato per la Procura di Lucca, così come per chi non ha mancato di dotare i legali di parte civile degli strumenti per comprendere i tanti aspetti tecnici molto complessi della vicenda disastro ferroviario di Viareggio.
Le repliche delle parti civili, ieri, hanno visto prendere la parola anche gli avvocati Enrico Marzaduri, Filippo Antonini e Laura Mara. —
D.F.
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