Il dolore
Istruttore di guida sotto processo a Roma e a Pisa
viareggio. Due processi simili: in quello a Roma è il coimputato, in quello a Pisa è una delle decine di parti offese. Una singolarità dei meccanismi della giustizia che fa capolino nel procedimento in cui un istruttore di guida è a giudizio per truffa e falso. E una miriade di autisti, quasi tutti della Ctt Nord, sono i danneggiati per un corso che sono stati costretti a ripetere una seconda volta. Motivo? Il docente non aveva i requisiti per insegnare e quelle lezioni erano prive di valore legale. È una storia del 2013 e che ora si è trasformata in due distinti processi destinati a essere unificati. Sotto accusa a Pisa Raffaele Biondo, 48 anni, di Viareggio, assistito dall’avvocato Eros Baldini.
Si trova in Tribunale anche a Roma insieme a Maurizio Paolini, presidente del consorzio Camp (Consorzio autoscuola mezzi pesanti) che a sua volta nel procedimento pisano figura tra le parti offese, molto delle quali assistite dagli avvocati Marialuisa Bresciani (diversi autisti) e Carlo Porcaro D’Ambrosio (Ctt Nord).
I guai per lui iniziarono quando si presentò come docente dei corsi di formazione per il rinnovo della carta di qualificazione del conducente (Cqc). Secondo quanto era poi emerso dalle prime indagini della polizia stradale di Pisa, Biondo non aveva i requisiti, pur essendo istruttore di guida, per tenere le lezioni.
Il risultato fu il ritiro da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di circa 150 carte di riqualificazione in quanto, tra le irregolarità riscontrate dalla polstrada. I corsi venivano tenuti attraverso il consorzio Camp di Ospedaletto, di cui facevano parte otto autoscuole di Pisa, Crespina, Pontedera, Bientina e Livorno. «Io sono autorizzato a insegnare - spiegò al Tirreno Biondo - Quando mi è stato comunicato che c'era stata un'ispezione quasi non ci volevo credere. Avrebbero potuto farmi una sanzione ma non pensavo che arrivassero a bloccare i corsi. Sono convinto che riuscirò a difendermi nelle sedi opportune».
I corsi erano stati autorizzati dal ministero dei Trasporti a cui era stata inviata tutta la documentazione. —
Pietro Barghigiani
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