Il Tirreno

Versilia

in tribunale  

Strage, prima del deragliamento Ferrovie sapeva dei problemi col noleggio carri

Donatella Francesconi
Strage, prima del deragliamento Ferrovie sapeva dei problemi col noleggio carri

Il pm Salvatore Giannino nella replica del processo d’appello: «È nelle relazioni delle verifiche interne anno dopo anno»

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L’attività di verifica e controllo del Gruppo Ferrovie dello Stato (oggi Ferrovie dello Stato italiane) prima del 2009, anno del disastro ferroviario di Viareggio (29 giugno, 32 morti) «era mirata all’individuazione delle principali criticità gestionali delle società». Criticità gestionali che le verifiche interne (audit) rilevavano anche relativamente al «noleggio carri merci». Come riportano le relazioni della Corte dei Conti citate ieri, nell’aula del processo d’appello, dal pm Salvatore Giannino, ed allegate all’appello che l’avvocato Armando D’Apote ha presentato per Mauro Moretti, condannato a 7 anni in primo grado in qualità di amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana nel periodo antecedente il 2009. Moretti è stato invece assolto dai giudici del Tribunale di Lucca in qualità di amministratore delegato di Ferrovie, ruolo che ricopriva nel 2009. Il tutto in un quadro in cui - così le verifiche interne di Trenitalia - erano «fuori controllo i rapporti negoziali con le imprese del mercato per l’approvvigionamento». Nella relazione 2010 la Corte dei Conti, nel tirare le fila dello stato delle Ferrovie - sottolinea, sempre con riferimento agli esiti degli audit: «Criticità riguardanti le maggiori società del gruppo sono state rilevate nei processi di approvvigionamento, di investimento, di manutenzione, commerciali e di produzione di servizi. Molti problemi hanno riguardato gli approvvigionamenti, per lo più precedenti al 2007, la cui disciplina è risultata incompiuta e la cui gestione è stata affidata più al buon senso degli operatori che ad una efficace pianificazione».

In questo scenario il carro merci Gatx che nel 2009 è deragliato per la rottura di un assile sui binari ad un passo dalle case di via Ponchielli, via Porta Pietrasanta, via Burlamacchi, mentre trasportava Gpl come gli altri 13 carri, è entrato in Italia nel 2005: nel pieno delle situazioni negative rilevate dagli audit interni. Di anno in anno Fs e le sue imprese hanno lavorato per superare le criticità. Arrivando perfino - si legge - a licenziare alcuni manager.

Ma - lo ha sottolineato Giannino nella replica che ha aperto l’ultima serie di udienze, davanti ai giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Firenze (Laura Masi, presidente, con i colleghi Anna Favi e Giovanni Perini) - nel 2010, anno successivo al disastro ferroviario di Viareggio, le cose non andavano meglio. Tanto che la Corte dei Conti scrive: «Peraltro, nel 2010, sono perdurate talune problematiche, ritenute dalla capogruppo “fisiologiche” nelle realtà particolarmente dinamiche e complesse concernenti aspetti relativi a: direzione lavori, sicurezza nei cantieri, gestione incassi, pulizie rotabili, nonché la manutenzione rotabili presso imprese terze». E siamo nel pieno di tutto quanto si è dipanato nell’inchiesta per la strage di Viareggio prima e nel dibattimento di primo grado, dopo.

«Trenitalia non controllava niente relativamente ai carri che noleggiava all'esterno, come segnalato negli audit di gruppo», sono le parole del pm della Procura di Lucca, associato per l’appello alla Procura generale di Firenze. Verifiche interne dalle quali emerge una Trenitalia descritta come «la società del Gruppo con maggiori problemi gestionali».

Criticità emerse da audit svolte da Rfi negli anni precedenti, come ha sottolineato Salvatore Giannino: «Moretti alla guida Rfi segnalava criticità anche nelle manutenzioni del materiale rotabile». Messi insieme tutti gli elementi, per quanto attiene alle responsabilità di Moretti, Giannino ha concluso: «Sostenete che la Holding non avesse nessun ruolo nel trasporto è falso, che non avesse nessun ruolo nel settore dei rotabili è falso. E tutti i poteri erano ricondotti a Moretti che aveva anche le strutture societarie per assolvere agli obblighi di garanzia». —



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