Toscana
Piras: verifiche non fatte come nel caso del comandante Schettino
VIAREGGIO. I vertici delle aziende imputate nel processo di appello per la strage ferroviaria di Viareggio sono da considerare responsabili perché agirono come il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, relativamente alla mancanza di informazioni non circolate - e non richieste - in entrambe le vicende. È la replica di Luciana Piras, per la Procura generale di Firenze. Un paragone che Piras ha portato all’attenzione in considerazione della sentenza di Cassazione per il naufragio della nave da crociera (2012, 32 morti). A Schettino - così la tesi - non furono date informazioni che avrebbero potuto evitare il disastro e che lui certamente avrebbe dovuto chiedere, così come i vertici di Rfi, Fs Logistica, Trenitalia e le società tedesche imputate per la strage di Viareggio avrebbero dovuto effettuare le dovute verifiche sui materiali rotabili.
Invece si è invocato a gran voce per 10 anni il principio di affidamento: nessuna verifica perché ci si affida - e ci si fida - di quanto fatto dagli altri, in una catena infinita. Ma - ha sottolineato Piras - «in nessuna attività posso pensare di prendere in carico una situazione senza avere la diligenza di verificare che chi mi passa la situazione abbia svolto almeno il minimo. Altrimenti il principio affidamento non ha legittimazione ad essere invocato». —
D.F.
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