Il Tirreno

Versilia

CASO DI OMONIMIA 

«Non sono io la donna che rischia il processo»

«Non sono io la donna che rischia il processo»

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QUERCETA. «È solamente un caso di omonimia, ma mi sta creando non pochi disagi». Parole di Elisabetta Filiè, quarantasette anni, residente a Querceta: nei giorni scorsi sui giornali e sui siti internet è uscita la notizia che appunto una sua omonima - Elisabetta Filiè - rischia un processo in tribunale a Lucca per l’accusa di avere raggirato un anziano sottraendogli negli anni circa duecentomila euro.

«Il fatto che abbiamo lo stesso nome e lo stesso cognome (peraltro piuttosto diffuso nella Versilia storica, ndr) e che entrambe abitiamo a Querceta ha fatto sì che in qualcuno si ingenerasse l’equivoco e pensasse a me come autrice del fatto e a rischio di essere processata in tribunale - spiega Elisabetta - ovviamente non è così perché non ho niente a che vedere con questa storia così come non ho niente da condividere con la persona che vi è coinvolta. E spero - è la conclusione - che queste mie poche parole facciano definitiva chiarezza su questo sgradevole caso di omonimia». —

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