Sicurezza
Peschereccio affondato: cumulo di rifiuti in porto
Sono i resti del Lupicante, che ebbe un incidente a Livorno ai primi di febbraio La Capitaneria: sgombero entro la fine della settimana
VIAREGGIO. L’allarme era arrivato alla Centrale operativa della Capitaneria di Livorno poco dopo le 20 del 5 febbraio scorso: un peschereccio della Marineria viareggina stava affondando nei pressi della Diga curvilinea all’interno del porto di Livorno. Si trattava del “Lupicante”, 18 metri di lunghezza, tre uomini a bordo, recuperati dalla guardia costiera quando già accusavano un principio di ipotermia.
Oggi i pezzi del “Lupicante” sono nell’area portuale, ad un passo dalla banchina pescatori, e costituiscono nient’altro che un cumulo di rifiuti speciali da smaltire.
I proprietari - spiega la Capitaneria di Viareggio - «sono stati autorizzati a portare nella zona un peschereccio, come da atti della Autorità portuale regionale, e la barca poteva rimanere sul posto fino al 20 aprile. La barca, ma non un ammasso di rifiuti». Così che la stessa Capitaneria ha emesso un provvedimento in base al quale il materiale accumulato deve essere «totalmente rimosso entro la fine della settimana». Nel frattempo il cumulo di rifiuti «deve essere anche confinato per evitare inquinamento delle acque». Ma, ieri, così non era.
La Capitaneria sta procedendo con tutti gli atti di competenza anche per quanto riguarda chi ha trasportato il materiale fino in porto, di fatto abbandonandolo a bordo banchina. «Stiamo valutando ogni elemento», assicura il comandante Giovanni Calvelli.
Rimane una domanda: l’area portuale è interamente coperta da telecamere installate dalla Autorità portuale: possibile che nessuno si sia accorto sul momento che qualcuno stava scaricando non una barca ma un ammasso di rifiuti? —
D.F.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
