Italia
Carburante in mare, maxi sequestro
Sigilli all’area della banchina Tistino dove si trovano le cisterne di un ex distributore interrato che sversano in acqua
Sotto sequestro da ieri, per opera della Capitaneria di porto di Viareggio, una vasta area sulla testata della banchina Tistino. È da qui, infatti, che arrivano gli idrocarburi che si riversano in mare. Come accaduto un anno fa, nel maggio scorso, quando una chiazza maleodorante fu avvistata in acqua. Il sequestro è il primo atto visibile dell’indagine avviata all’epoca per individuare le responsabilità dello sversamento, di chi sia la proprietà dell’area che racchiude un vecchio distributore interrato, ed a chi tocchi la bonifica.
Quando, lo scorso anno, la Capitaneria intervenne sul fenomeno che si era verificato, il comandante Giovanni Calvelli, spiegava al Tirreno, che la presenza della chiazza in mare poteva essere causata dalla «presenza di cisterne sott’acqua, proprio all’altezza della testata della banchina Tistino. Cisterne che appartenevano ad un vecchio distributore di carburante ed erano poi state vetrificate».
Il problema del trafilare dei residui di carburante - aggiungeva Calvelli - «si presenta periodicamente. E, dunque, la questione va affrontata e risolta una volta per tutte». E così oggi è stato.
L’ipotesi più accreditata è che le vecchie cisterne trafilino - soprattutto in condizioni di bassa marea, quando la pressione dell’acqua è minore - così che i residui di carburante escono da fessure molto piccole che le cisterne stesse non dovrebbero avere se, all’epoca dell’interramento, hanno avuto il trattamento dovuto per questi casi. Sono state, cioè, vetrificate.
In passato erano anche state collocate delle “panne” di assorbimento nella zona dove si trovano le cisterne interrate, ma la soluzione si è rivelata poco efficace. Oggi, un anno dopo quella chiazza galleggiante del maggio 2018, si è arrivati al provvedimento di sequestro dell’area, primo passo per tutti gli adempimenti del caso, bonifica compresa.
Ieri, prima del sequestro, sono stati eseguiti carotaggi nel terreno che è risultato completamente impregnato di carburante. Ed è sufficiente avvicinarsi all’area sequestrata e transennata per essere investiti dall’odore molto forte di quanto esce dal terreno appena si scava un po’. Odore di carburante senza margini di dubbio.
Un passaggio importante, quello compiuto ieri dal personale della Capitaneria di Viareggio, ai fini del monitoraggio continuo della qualità delle acque del mare. Obiettivo che il capo del Dipartimento marittimo della Toscana, Giuseppe Tarzia, ha voluto mettere in chiaro come prioritario fin dal giorno del suo insediamento a Livorno. —
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