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In Passeggiata negozi sempre più nel mirino dei ladri «Non denunciamo più»

Donatella Francesconi
In Passeggiata negozi sempre più nel mirino dei ladri «Non denunciamo più»

Il presidente di Confcommercio Piero Bertolani: alcune aree della città soprattutto di sera non sono sicure

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I racconti di negozianti e commesse si susseguono con un elemento in comune: in Passeggiata i furti nelle attività commerciali quando i negozi sono nel pieno del lavoro, sono all’ordine del giorno. C’è il negozio di abbigliamento per uomo che grazie alle telecamere interne è riuscito a capire come era sparito parte di incasso, portato via da alcuni uomini, vestiti in maniera distinta che sono riusciti a mettere le mani nella cassa. E c’è la commessa che appena qualche giorno fa si è vista entrare in negozio un uomo, straniero, visibilmente alterato e con gli abiti in parte strappati che si è gettato sul bancone della cassa chiedendo denaro. Episodio rientrato quando sono intervenuti i dipendenti del bar vicino, i quali sono riusciti a riportare alla calma l’uomo. Non sono da meno i furti che subiscono le vetrine delle grandi catene di abbigliamento ed intimo dedicate soprattutto alla clientela più giovane.

«Troviamo spesso le placche anti taccheggio staccate con le pinze», conferma Piero Bertolani, commerciante della Passeggiata e presidente di Confcommercio Viareggio. Il quale, nel confermare il fenomeno e la preoccupazioni di commercianti e personale dei negozi, aggiunge: «Ormai non facciamo neppure più le denunce quando troviamo qualcuno a rubare. Perché finisce che si perde una giornata in Tribunale per un processo in contumace a carico di chi è sparito e senza certezza della pena».

Da qualche anno i commercianti della Passeggiata mettono mano al portafoglio e pagano una vigilanza privata che transita in auto lungo la Passeggiata sia in inverno che in estate. «Però», aggiunge Bertolani, «non sono tanti i commercianti che contribuiscono. Se avessimo la cooperazione anche dei balneari, almeno per l’estate, e dei residenti, potremmo davvero fare molto di più».

Bertolani coglie l’occasione per lanciare un appello: «Invito tutti quelli che risiedono nelle zone commerciali a contribuire un minimo per avere non una sola vettura, ma due auto fisse». Perché «a questa città serve soprattutto di non avere la percezione costante che si possano fare brutti incontri. Ne ha bisogno chi lavora, chi vive la città, i turisti. Chiudere le attività la sera in certe zone di Viareggio mette paura a chi lavora nelle attività commerciali».

In Passeggiata, per un maggiore controllo, «alcuni negozi hanno collocato le telecamere che vedono anche all’esterno». In attesa che qualcuno si decida a formulare un quadro chiaro della videosorveglianza in città, di cosa c’è, dove, di cosa funziona, di dove vanno a finire le immagini, di chi è addetto a “leggerle”. Un quadro che rimane ancora un mistero.

Un quadro che vale per la Passeggiata - sottolinea Bertolani - ma ancor più «per il mercato di piazza Cavour. La zona è a rischio sicurezza. I commercianti sono tutti disperati: nessuno sa, oggi, se arriverà o meno alla fine dell’estate». Certo, c’è da tempo un progetto dell’amministrazione comunale «ed i commercianti, così come le categorie si sono sempre resi disponibili al confronto», sottolinea Bertolani: «Ma, attenzione: perché per ridare fiato, smalto ad una zona commerciale che quello smalto ha perso poi ce ne vuole». —



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