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Fontanelle sempre aperte Gaia: si pulisce l’acqua dal tallio

Luca Basile
Fontanelle sempre aperte Gaia: si pulisce l’acqua dal tallio

I cittadini, in vista del caldo e del rischio siccità, denunciano lo spreco La società: «Se non vengono utilizzate a lungo, rimangono tracce di metalli»

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Da mesi, ma c’è chi parla addirittura di anni, alcune fontane pubbliche sono “in scarico”. In sostanza dai rubinetti fuoriesce, poca, acqua senza soluzione di continuità. Ma poca o tanta che sia è acqua che va a perdersi: da qui uno spreco – obbligato a parere di Gaia – che in vista della stagione estiva preoccupa non poco, stante le croniche carenze di approvvigionamento idrico durante i mesi più caldi. Nei giorni scorsi era stato segnalato il rubinetto in scarico dalle parti del parco della Fontanella, nel centro cittadino: il Comune aveva precisato che lo scarico era dovuto alla necessità di ripulire il rubinetto dalle incrostazioni visto il suo scarso utilizzo.

Caso isolato? No, appunto. Perché, come precisa sempre Gaia, sono rimaste in scarico anche altre fontane pubbliche: ad esempio quella che si trova in piazza Duomo, davanti al teatro comunale. E ancora in piazza Carducci, sempre nel centro storico. «Gli scarichi di tutte le altre fontane sono stati chiusi», certificano da Gaia. Eppure da Valdicastello fanno notare che dalla fontana nei pressi della chiesa l’acqua continua ad uscire giorno e notte. «E da tantissimo tempo», riferiscono dal comitato.

«A Valdicastello non ci risulta alcuna fontana aperta. Se da qualche rubinetto fuoriesce acqua questo non dipende da Gaia perché, come detto, non lo abbiamo aperto noi»: è la precisazione della società che gestisce il servizio idrico sul territorio comunale. Al di là del numero dei casi – sempre nel centro cittadino viene segnalata una fuoriuscita di acqua da un tubo da diverse settimane – accertati o meno, quello che preme sapere è il perché delle fontane lasciate in scarico.

Il Comune aveva parlato, genericamente, di incrostazioni da rimuovere: e da Gaia cosa dicono? «Si tratta di una misura precauzionale perché le fontane hanno lunghi periodi di non utilizzo e quindi in questo modo si favorisce l’eliminazione di eventuali tracce di tallio». Dunque si lascia scorrere l’acqua, in via definiamola cautelativa per far sì che venga eliminato il tallio.

O, meglio ancora, eventuali tracce di questo metallo che nel 2014, anno della prima ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua potabile, ha fatto la sua comparsa ufficiale in terra di Pietrasanta. E che ancora oggi è motivo di apprensione, fontane in scarico o meno, nella frazione di Valdicastello.

Nel frattempo, a Lucca, è in corso il processo legato sempre al caso tallio e che vede rinviati a giudizio il dirigente dell’Asl Ida Aragona e Francesco Di Martino, referente di Gaia: processo che entrerà nel vivo, con le testimonianze portate da difesa e accusa, nei prossimi mesi. —



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