Gioco
Del Monaco attacca Veronesi: «No a Tosca senza la mia regia»
Il Pucciniano utilizza le scenografie dello scorso anno ma non si avvale del regista Il presidente della Fondazione: «Avrebbe dovuto far mettere la clausola in contratto»
Parole forti, quelle di Giancarlo Del Monaco, uno dei nomi che contano nel panorama della lirica mondiale che la Festival Pucciniano 2018 ha portato il proprio allestimento di Tosca, a fare davvero la differenza. «Ho 50 produzioni circa in giro in tutto il mondo e nessuno mi ha mai tirato uno “scherzo” del genere», è lo sfogo che Del Monaco consegna al Tirreno dopo avere appreso che la Fondazione Festival Pucciniano utilizzerà le scenografie della sua Tosca ( firmate da Carlo Centolavigna) ma senza la regia di Del Monaco. «Siccome lo spettacolo è loro, allora lo distruggono nonostante il successo che ha avuto». E senza tenere di conto, continua Del Monaco, che non c’è spettacolo che non sia un “unicum”, un tutto insieme. «Ogni produzione è un blocco monolitico», argomenta il regista: «Scenografo e regista lavorano insieme. Sulle scenografie di Centolavigna c’è tanto lavoro mio». In uno scambio continuo, insomma, che diventa successo artistico. Invece, è la previsione di Del Monaco, «finirà che l’opera sarà affidata alla regia di qualcuno che arriva nella terra di Puccini grazie agli scambi con l’Est Europa che ormai caratterizzano Alberto Veronesi», che del Festival è il presidente ed i cui scambi sono oggetto di una interrogazione presentata in sede di Regione Toscana dai consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti (“SI' Toscana a Sinistra”).
Le dichiarazioni di Veronesi al Tirreno confermano la scelta del Pucciniano ed in qualche modo anche lo scontro frontale con Del Monaco: «È nostra consuetudine, quando possediamo degli allestimenti, poterli vedere sotto angolazioni diverse e poter contemplare altri progetti registici che non quelli originali. Della Tosca dello scorso anno siamo proprietari, e abbiamo tutti i diritti di utilizzo. Se c’è un progetto registico che affascina, che si trova bello e innovativo, ci permette di presentare qualcosa di diverso. Poi, certo, ci sono registi che vogliono rimanere legati allo scenografo e non vogliono, ma in quel caso lo mettono in contratto: che la scena venga utilizzata da altri che non da loro».
Ma lo scontro è destinato a bruciare, anche perché Giancarlo Del Monaco lancia un vero e proprio appello al sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Si metta a cuore il festival Puccini che in questo momento viene profondamente maltrattato». Privato di un allestimento che ha avuto gran successo di critica e che ha davvero fatto la differenza nella terra di Giacomo Puccini, vista lago. —
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