Il Tirreno

Versilia

in tribunale 

Sotto accusa per i soldi di un anziano spariti

Una donna cinquantenne di Querceta rischia di essere processata come imputata di circonvenzione di incapace

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querceta. Per due anni ha assistito l’anziano, come amica, ma, secondo la Procura di Lucca lo avrebbe anche raggirato sottraendogli una cifra che supera i duecentomila euro, a suon di assegni, bonifici e acquisti con carte di credito. Per questo Elisabetta Filié, cinquantenne di Querceta, adesso rischia il processo per circonvenzione di incapace continuata e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento.

I fatti sono accaduti a cavallo tra il 2014 e il 2016. La donna, secondo la ricostruzione dell’accusa, si sarebbe presentata alla famiglia dell’anziano (adesso deceduto), come amica e avrebbe iniziato a prendersi cura di lui nella sua casa a Pietrasanta.

Giorno dopo giorno, avrebbe acquistato la sua fiducia tanto da farsi consegnare dalla vittima il bancomat e le carte di credito, con relativi codici, con i quali avrebbe fatto diversi acquisti, tutti personali, e prelevato denaro.

In seguito si sarebbe fatta consegnare anche i codici di accesso al servizio home banking, relativo al conto corrente dell’anziano, e 29 assegni. Il tutto per un totale di circa 200mila euro sottratti all’anziano versiliese senza il suo reale consenso.

Ad accorgersi degli ammanchi è stato l’amministratore di sostegno dell’uomo, solo, però, dopo la sua morte. Avrebbe notato dei movimenti strani sul conto corrente dell’uomo. Tutti collegati alla donna. E li ha denunciati.

Dalle indagini, scattate nel 2017, gli inquirenti hanno messo insieme decine di prelievi, pagamenti, bonifici, assegni collegati al conto corrente dell’anziano: erano tutte operazioni riconducibili alla donna che ora rischia il processo per, appunto, circonvenzione di incapace continuata e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento.

Nel fascicolo aperto in procura a Lucca risulta anche un altro fatto, che ha fatto insospettire gli inquirenti: una richiesta che la donna avrebbe fatto a un notaio per una procura speciale ad agire per conto dell’anziano signore, per sostituire la precedente intestata al figlio della vittima. Un fatto che ha portato gli inquirenti a volerci vedere più chiaro e, adesso, alla richiesta da parte della procura del rinvio a giudizio. L’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari non è ancora stata fissata. —

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