Il Tirreno

Versilia

La Procura: nessuno sconto per chi ha ucciso Iacconi

Matteo Tuccini
La Procura: nessuno sconto per chi ha ucciso Iacconi

In Corte d’Assise d’Appello chiesta la conferma della pena per Bianchi e Fialdini In primo grado erano stati condannati a 15 e a 18 anni. La sentenza ci sarà il 17

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Nessuno sconto di pena per chi ha ucciso Manuele Iacconi. La linea della Procura generale della Corte d’Appello è chiara: la condanna a 18 anni di carcere per Alessio Fialdini, 23 anni, e quella a 15 anni e 8 mesi per Federico Bianchi, anche lui 23, deve essere confermata dai giudici del processo di secondo grado.

La richiesta del sostituto procuratore generale Filippo Di Benedetto è arrivata ieri nella prima udienza del processo d’appello a Firenze per il delitto di Halloween, commesso nel 2014 in via Coppino. Oltre al magistrato, hanno parlato anche gli avvocati che tutelano gli imputati e quelli che assistono i familiari di Manuele. La Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal giudice Alessandro Nencini e con Roberto Tredici come giudice a latere, ha deciso di rinviare la sentenza al 17 aprile.

Manuele Iacconi fu aggredito assieme all’amico Matteo Lasurdi la notte del 31 ottobre 2014 in via Coppino in Darsena. All’epoca aveva 34 anni, l’amico 31. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, finora confermata in tre processi diversi, la scintilla è una lite da strada tra Manuele e Matteo da una parte, e dall’altra parte un ragazzo di 17 anni che cammina in mezzo alla carreggiata. Manuele, che era in auto con i suoi amici, avrebbe rimproverato il ragazzo. Secondo l’accusa, in aiuto del 17enne sarebbe intervenuto Bianchi, detto “il pugile”. Che con un cazzotto avrebbe steso sia Iacconi che Lasurdi. Manuele, una volta a terra, avrebbe ricevuto il primo colpo di casco da Fialdini, che poi lo avrebbe passato al minorenne da cui era partita la lite.

A quel punto lui e il coetaneo Matteo Della Ragione avrebbero massacrato coi caschi rispettivamente Iacconi e Lasurdi: il primo è morto un mese dopo in ospedale, l’altro è riuscito a cavarsela.

Chi ha materialmente ucciso Manuele è già stato condannato in via definitiva a dodici anni ed è in carcere. Della Ragione è stato condannato in primo grado, ma assolto in appello per l’omicidio di Manuele: il giudice gli ha inflitto 6 anni per il tentato omicidio di Lasurdi. Bianchi e Fialdini, come detto, sono stati condannati in primo grado per omicidio rispettivamente a 15 anni e 8 mesi e a 18 anni di carcere.

Contro la sentenza, oltre agli imputati, aveva fatto ricorso anche la Procura: la Corte d’Assise d’Appello lo ha dichiarato inammissibile su richiesta dei legali di Bianchi.

Secondo il giudice del tribunale di Lucca Antonia Aracri, che ha deciso il verdetto a carico dei due ragazzi più grandi, i giovani coinvolti hanno agito insieme, come una squadra omicida. Quattro ragazzi – scriveva il giudice Aracri – tra cui «si è creata un’intesa istantanea» per prevalere sull’avversario «fino ad annientarlo». Tutto questo perché qualcuno si era permesso di protestare contro uno di loro. Il quadro in cui è maturato il delitto, ricostruito dalla squadra Anticrimine della polizia all’epoca diretta da Lucio Chelotti, è stato confermato in quasi tutti i tribunali. Ecco perché l’accusa di omicidio e tentato omicidio è stata mossa a tutti.

Nel processo d’appello Bianchi è difeso dagli avvocati Emilio Soppelsa e Alice Nocchi, Fialdini dai legali Massimo Landi ed Eriberto Rosso. La famiglia Iacconi è assistita da Riccardo Carloni, Luca Fontirossi, Francesco Marenghi e Gianmarco Romanini. —



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