La manifestazione
Il campetto di Regnalla tornerà utilizzabile
PIETRASANTA. Tornerà a nuova vita il campetto da calcio di Regnalla, da anni in stati di desolante e colpevole abbandono. Con proteste rilanciate più volte dagli utenti di zona. E tornerà utilizzabile grazie ad un progetto che vedrà coinvolti il calcio femminile e l’attività sportiva per le persone disabili.
Il sindaco Alberto Giovannetti ha anticipato, in occasione dell’incontro con i residenti della frazione di Valdicastello convocati due giorni fa presso la trattoria Da Beppino, priorità e obiettivi.
«La nostra volontà è quella di completare il progetto di un impianto sportivo ad uso della frazione dotato anche di spogliatoi e dei servizi minimi indispensabili per fare attività sportiva. Qui potrebbe nascere ed allenarsi la prima squadra femminile di calcio a cinque della Versilia – ha fatto sapere il primo cittadino ai residenti – abbiamo già anche chi potrebbe gestirlo: si tratta dello Sporting Pietrasanta che per questo piccolo impianto ha un progetto interessante, inclusivo ed innovativo perché prevede anche attività rivolte a disabili e ragazzi con difficoltà oltre che calcio femminile».
«L’impianto come è noto – spiega l’assessore Andrea Cosci – non è di proprietà del Comune. La nostra intenzione è quello di valutare, insieme alla proprietà, una soluzione soddisfacente per entrambi che ci consenta di fare un investimento per la frazione che duri nel tempo e che non sia vincolato a contratti o rinnovi. Il successivo affidamento sarà garanzia anche dal punto di vista della sicurezza e del decoro. Indispensabili per un’attività sportiva importante».
Da una struttura che il Comune intende di nuovo mettere a disposizione dei cittadini ad un’altra, la palestra Stagi, che ad oggi deve fare i conti con gli spogliatoi inutilizzabili. Il malfunzionamento delle docce obbliga infatti gli atleti a fare la fila per poter usufruire dello spogliatoio dell’arbitro – l’unico funzionante – o, peggio ancora, a farsi la doccia a casa. Una problematica che va avanti da settimane: utenti e famiglie attendono risposte da Provincia e Comune. Risposte che, in attesa dei sopralluoghi, tardano ad arrivare. –
L. B.
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