Sicurezza
Pietrasanta si gemella con Hammamet, ma Craxi non c’entra
Il senatore e assessore Mallegni spiega come e perché è nato il patto di amicizia con la città tunisina: «Al leader socialista siamo sempre in tempo a dedicare una strada»
PIETRASANTA. «Non c’entra niente la figura di Bettino Craxi con il patto di amicizia, istituzionale, fra Pietrasanta e Hammamet. Detto questo siamo sempre in tempo a dedicargli una via». Qualche anno fa, quando Massimo Mallegni era ancora sindaco, l’idea di intitolare una strada del centro cittadino al defunto leader del Psi, fu motivo di polemiche, proteste e veleni incrociati: la proposta, alla fine, evaporò nel dimenticatoio. Fino ad oggi vista la recente decisione della giunta di siglare, appunto, un patto di amicizia con la principale città turistica della Tunisia con vista sul Mediterraneo: Hammamet. E proprio Hammamet accolse Craxi in fuga dall’Italia fino al 2000, l’anno della sua morte.
«Il mio pensiero su Craxi è noto: di certo vista la “statura” politica, si fa per dire, di chi sta oggi a governare il nostro Paese ritengo che l’idea di dedicargli una strada nella nostra Pietrasanta, sia sempre qualcosa di attuale. Ci penseremo. Detto questo, come da premessa, il patto con Hammamet non ha niente a che vedere con Craxi anche se sua figlia Stefania, in un certo senso, ha favorito il tutto segnalandomi l’elezione, democratica, del sindaco in questa importante città. Elezione che, nel contesto tunisino, rappresentava e rappresenta un fatto degno della massima rilevanza. Ma ci sono anche altri aspetti da sottolineare: il patto ha infatti come principale scopo quello di approfondire i legami comuni, valorizzando soprattutto le potenzialità di attrazione turistica e il reciproco patrimonio culturale, pensiamo alla tradizione del ricamo per esempio di cui la nostra città è un punto di riferimento, ma anche quello di sviluppare significativi contatti economici per le imprese del nostro territorio. La nostra intenzione è aprirci – spiega l’assessore-senatore Mallegni – a nuovi orizzonti culturali e commerciali andando ad intercettare quelle realtà economiche che in espansione sia in Africa che nel Medio Oriente. Con Hammamet ci avviciniamo all’Africa e a quel progetto di invasione pacifica che sarà inevitabile nel futuro. Noi vogliamo arrivarci prima di altri come comunità locale».
L’ultima seduta ha visto il via libera anche ad un altro protocollo d’intesa con la città di Mougins, in Costa Azzurra, che “esporterà” a Pietrasanta, il prossimo settembre, il Festival dell’Alta Gastronomia mentre la Piccola Atene si impegnerà ad esportare esposizioni e mostre in Francia. «Lavoriamo su più fronti nell’unico interesse di promuovere e comunicare la nostra terra e la Versilia. Un’attività che sarà fortemente collegata ad una presenza sui nuovi media molto forte nei prossimi anni per coinvolgere nuovi flussi e nuovi investimenti» precisa. Pietrasanta che da anni mantiene legami con Grenzach Wyhlen (Germania), Ecaussiness (Belgio), Villeparisis (Francia), Zdunska Wola (Polonia) e Montgomery (Alabama, Stati Uniti d’America).
Prossimo sbarco, al netto delle polemiche al curaro e l’ironia corrosiva in scia al ruolo ingombrante e al ricordo di Craxi, saranno Hammaet e la Tunisia.
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