Sicurezza
In mille sul Procinto a protestare per le cave: «Stop sfruttamento»
Numerose associazioni hanno aderito alla protesta I cavatori sono rimasti a preservare i siti di estrazione
STAZZEMA. Uno striscione lunghissimo, in cielo, che collegava il monte Nona con il monolite della montagna stazzemese: “Salviamo il Procinto”. Sotto una fiumana di persone – circa un migliaio secondo gli organizzatori di Salviamo le Apuane – uniti contro le cave.
E poi strette in cerchio intorno alla cintura del Procinto per dire no al nuovo piano di bacino Ficaio e all’apertura di nuovi siti di Pietra del Cardoso nella valle del paese di Stazzema. Parte degli escursionisti, di tante sezioni del Cai, di Legambiente, di comitati locali, e di Salviamo le Apuane, si sono ritrovati ieri a Palazzo Mediceo a Seravezza, per poi salire da Stazzema.
Altri sono partiti dal versante opposto, direttamente al rifugio Alto Matanna. «È stata una manifestazione partecipatissima – dice Eros Tetti, uno degli organizzatori - eravamo un migliaio. Tanti riuniti sotto il Procinto, e altri in giro sui sentieri: siamo andati oltre le previsione e questo è un segnale forte e chiaro che la gente del territorio non ne può più di una certa gestione del patrimonio naturale e del paesaggio. L’economia di cava non ha un futuro e distrugge un bene comune per profitto di pochi».
Per un attimo “il girotondo grande come una montagna” stava per saltare: troppo pericoloso rimanere mano per mano in alcuni punti: «Ma poi le persone si sono unite comunque ed è stata una magia. Dobbiamo ringraziare il Cai di Lucca per lo striscione che collegava il monte Nona con il Procinto, ma c’erano anche altre scritte e i colori di altre associazioni che hanno partecipato, che vanno ringraziate, così come il Cai per la preziosa collaborazione».
È filato tutto liscio, pacificamente. Mai si sono registrati contatti con i cavatori che presidiavano le cave, che si trovano a 600 metri sotto il rifugio Forte dei Marmi.
Gli imprenditori del lapideo sostengono che con le nuove cave non si rovinerà l’immagine del paesaggio e soprattutto del monte Procinto. Il nuovo piano riduce anche fortemente le aree estrattive. Al contrario gli ambientalisti, oltre ad essere contro l’escavazione, ritengono che quella zona sia oltremodo delicata. Fra gli aderenti alla manifestazione c’era il Cai di Viareggio, di Forte dei Marmi, e Pietrasanta; Slow Food Terre Medicee e Apuane e il Comitato Monte Costa. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
