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la crisi del calcio in cittÀ 

Mendella: «Dove vuole arrivare questo Viareggio?»

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VIAREGGIO. Dopo Stefano Dinelli, anche Giorgio Mendella - altro storico ex presidente del Viareggio - interviene sulle difficoltà della società bianconera. «Premetto che quando una società ha una proprietà definita deve essere rispettato il lavoro ed il diritto di tale proprietà, funzionalmente non solo ai risultati sportivi ma anche alla ricerca di stabilizzazione socio finanziaria della società e che, pertanto, anche chi si trova in pur legittimo disaccordo sull'operato deve mantenere viva la speranza che sia la proprietà a risolvere le situazioni ed a dare lustro al blasone. Quanto sopra premesso è necessario capire "cosa" si vuole per Viareggio: una squadra che stabilmente possa lottare per arrivare (almeno) in serie C costa svariate centinaia di migliaia di euro l'anno; per barcamenarsi (bene) dove siamo ora serve "qualche" centinaio di migliaia di euro (almeno un paio) e per portare (riportare) allo stadio delle migliaia di persone lottando per vincere la C serve (a parte che avere lo stadio ovviamente) non meno di una cifra a 6 zeri. Rifare una squadra partendo dal basso costa poco, ma poi o resta non significativa o si ritorna alle cifre di cui sopra e sarebbe solo un rinviare il problema. Viareggio ha circa 63.000 abitanti ed ha quindi l'entroterra per vivere una squadra di (almeno) alta serie C, ma allo stadio (ovvero in trasferta visto che lo stadio non c'è) sono presenti le solite decine di magnifici tifosi. Ad un tifoso appassionato il Viareggio Calcio può chiedere e dare poco, ad un imprenditore di livello (ovvero che possa investire un paio di milioni di euro in 3/4 anni) il calcio può dare solo una visibilità locale che non sempre risulta gradita a tale fascia di imprenditori».

«Quindi - scrive Mendella - si torna all'inizio: la società ha una sua proprietà e sino a quando la proprietà provvede alle spese ha il sacrosanto diritto di gestire la società (quindi la squadra) nei termini delle proprie possibilità; se un domani tale proprietà decidesse di dismettere la propria opera o non fosse intenzionata o in grado di provvedere all'indispensabile allora il compito dei tifosi sarà di "interrogare" la città per capire "cosa vuole"». —

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