Lutto
Addio a Tarabella, lo storico parcheggiatore della Capannina
Forte dei Marmi, aveva 77 anni: l’annuncio di Gherardo Guidi dal palco del locale dove aveva lavorato per oltre sessant’anni
FORTE DEI MARMI. A Umberto Agnelli parcheggiava la vespina, a Susanna Agnelli la bicicletta così come faceva in anni più recenti con quella dell’ex-presidente del Milan Adriano Galliani: Giulio Tarabella, scomparso giovedì sera all’età di 77 anni, all’ospedale Versilia, non era però un parcheggiatore qualsiasi: era il parcheggiatore della Capannina. E scusate se è poco.
Era lì, accanto al locale mito di Achille Franceschi sin da ragazzino, e lì è rimasto per ben 63 anni, in estate come in inverno, ogni qualvolta il locale accoglieva feste e clienti, conoscendo così generazioni di giovani, politici, teste coronate e vip d’ogni genere: «Dalla Regina madre del Belgio Paola ai Fürstenberg, ai Ruspoli, - ricorda Antonio Verona, suo “allievo” e collega - e tutti avevano un rapporto personalissimo con Giulio, per non dire del principe Giovannelli di cui era particolarmente amico. Conosceva bene anche il presidente della Liguria Toti che aveva conosciuto fin dai tempi in cui abitava con i genitori a Marina di Massa, e poi direttori e giornalisti come tanti nomi della vecchia classe politica». Tutti ricorrevano al suo aiuto e lui a qualsiasi ora del giorno e della notte era lì ad accogliere tutti con un sorriso. E perfino il suo motto “Dammi la mancetta!” ormai erano i clienti a sillabarglielo ridendo, per richiamare la sua attenzione.
Giulio era persona squisita e disponibile, ed era un ragazzino quando andò ad aiutare il mitico “Tara”, il Gaetano Tarabella padre di quel monumento cittadino che è ed era Emilio Tarabella e lui stesso personaggio incredibile, dalle avventure e dai ricordi smisurati e che fin dal 1929 era stato con Achille per parcheggiare le poche e lussuosissime vetture che allora frequentavano La Capannina di Franceschi. Lui e lo zio erano diventati una coppia celebre: erano loro a gestire le piazzole di sosta del celebre locale, sempre però con grande signorilità e riservatezza, senza mai un momento di servilismo, e queste doti avevano conquistato il meglio della classe dirigente che ha sempre bazzicato sotto il tetto di paglia del locale fortemarmino.
«Ieri sera – ricorda ancora Antonio – nonostante che Giulio da due anni non potesse venire al lavoro, si sono fermati alcuni clienti di passaggio solo per chiedere di lui. Esattamente come in questi mesi hanno fatto non solo tanti vecchi amici e habitué ma tantissimi ragazzi che gli volevano bene e non vedendolo erano in apprensione. Ragazzi che non di rado aiutava a saltare la fila d’ingresso, esattamente come faceva già tanti anni fa con un giovanissimo Federico Bernardeschi (oggi attaccante della Juve e della Nazionale) che così cercava di sfuggire al controllo del papà.
Giulio aveva lavorato fino a due anni fa, poi i primi sintomi di una malattia che non perdona e giovedì pomeriggio prima il ricovero al Versilia per un improvviso aggravamento delle condizioni e poi la brutta notizia. Così giovedì sera è toccato a Gherardo Guidi, che l’aveva con sé da più di quarant’anni, annunciare con tristezza ed emozione la sua scomparsa dal palco della Capannina.
Giulio lascia la moglie Bernadette, il cugino Giampaolo (del Ristorante Michelangelo di Azzano) e Mariaemilia. I funerali si sono tenuti sabato nella Chiesa de La Cappella di Azzano.
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