Indagini e polemiche sul rogo doloso in via Unità d’Italia
Conti (Pd): perché il Comune ha consentito l’attività di stoccaggio in quel terreno? Il vicesindaco Bartoli: solo ora possiamo emettere un’ordinanza di sgombero
. L’incendio divampato mercoledì sera in un terreno lungo via Unità d’Italia, di fronte al campo di atletica, lascia in scia non solo nuvole di fumo, ancora ben visibili nella giornata di ieri, ma anche una denuncia contro ignoti e qualche punto di domanda di troppo a pericolo scampato. Perché se da una parte l’amministrazione comunale, come da parole del vicesindaco Elisa Bartoli, evidenzia di avere sollecitato «più volte alle autorità competenti l’attività anomala di stoccaggio del verde» nel terreno in questione, dall’altra Nicola Conti, Pd, si chiede come mai, sempre il Comune, non sia «intervenuto nei giusti tempi per ridurre al minimo il rischio».
E a supporto della tesi di Conti c’è il fatto che per ben due volte, nel 2016 – amministrazione Mallegni, ndr – erano state emesse altrettante ordinanze dove si imponeva al proprietario dell’area, la stessa dove due giorni fa è divampato l’incendio faticosamente circoscritto dai vigili del fuoco, la rimozione dei rifiuti, il ripristino e le pulizie conseguenti proprio per evitare pericoli alla comunità. Perché non va dimenticato che nelle prossimità del terreno si trova un distributore di carburante. Come a dire una situazione ad alto potenziale di rischio.
«Il Comune aveva più volte sollevato, anche in passato, dubbi sull’attività che veniva realizzata in quel terreno tanto da segnalarlo – precisa Bartoli – alle attività competenti in materia. Lo scorso 12 febbraio abbiamo avviato un procedimento nei confronti dei titolari e della ditta che lo sta utilizzando chiedendone lo sgombero, ma ricevendo però solo la risposta dei proprietari che comunicavano di aver diffidato la ditta all’utilizzo dei terreni per quella finalità. Dal titolare della ditta non era invece arrivata nessuna memoria. Quanto accaduto ci mette ora nelle condizioni di emettere un’ordinanza di sgombero». Con il Comune che chiederà ad Arpat di effettuare delle analisi prelevando il materiale dalle ceneri.
Ma, come detto, l’episodio rischia di lasciare in scia degli strascichi. «L’approccio adottato dall’amministrazione lascia perplessi: nel momento in cui individua un potenziale pericolo sul proprio territorio non basta fare una o più segnalazioni alle autorità competenti, ma bisogna intervenire. Parliamo di un’attività – riferisce Conti – definita “anomala” e che operava “indisturbata”: queste affermazioni ritraggono una situazione veramente paradossale che trova l’amministrazione comunale impreparata».
In sostanza il Partito democratico vuole sapere perché, visto il rischio in atto, non sia stata fatta un’ordinanza di sgombero. Così come deciso, per analoga problematica, in passato. —
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