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Versilia

la protesta 

I familiari delle vittime: «Andremo noi davanti alla Corte europea»

D.F.
I familiari delle vittime: «Andremo noi davanti alla Corte europea»

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VIAREGGIO. «Alla Corte di giustizia europea ci rivolgeremo noi. Possono stare tranquilli che ci rivedremo là»: presidio davanti al Tribunale di Firenze, ieri mattina, in una lunga giornata che ha visto molti viareggini trascorre qualche ora in Tribunale insieme ai familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Di fronte ai giornalisti, prima di entrare in aula, Daniela Rombi, vice presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” ha risposto dura agli annunci dei difensori degli imputati, sia italiani che stranieri, di voler aggiungere un quarto grado di giudizio, quello - appunto - di fronte alla Corte di Giustizia europea. Che si vorrebbe chiamare a dirimere il “caso” di quale legislazione si applichi al disastro ferroviario di 10 anni fa: se quella europea o quella italiana.

«Ora basta minacciare i giudici», sono le parole di Rombi: «Alla Corte europea andremo noi».

Del fiume di parole ascoltato nell’aula del processo d’appello c’è un tema che i familiari delle vittime della strage di Viareggio non dimenticano mai di mettere in luce: «Si è parlato di affidabilità, e di affidabilità nei confronti di Gatx», continua Rombi, «multinazionale che nel 2009 era tra le prime 12 negli Stati Uniti per incidenti. Allora: guardate a chi si sono affidate le Ferrovie. E noi continuiamo ad affidarci alle Ferrovie».

Ed è impossibile non ricordare le 32 vittime, le quali non avevano alcun motivo - in quelle ultime ore di vita di una sera di prima estate - di dubitare di potersi fidare delle pareti delle proprie abitazioni.

Che lo scoppio del Gpl ha buttato giù come fossero di carta velina. Anche loro si fidavano, non mancano mai di ricordare i familiari di chi non c’è più ed i ferrovieri che anche ieri sono stati presenti nell’aula del processo d’appello in corso al Palazzo di giustizia di Firenze.

La prossima udienza è fissata per domani, con inizio alle 10,30 invece che alle 9,30 come al solito: l’avvocato Armando D’Apote prenderà la parola come difensore di Mauro Moretti in qualità di amministratore delegato di Ferrovie, veste nella quale Moretti è stato assolto dai giudici del primo grado, Tribunale di Lucca, dopo tre anni di dibattimento. —

D.F.

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