Sicurezza
Il nesso di casualità e l’analisi del rischio
VIAREGGIO. «L’evento specifico deve essere posto in stretto collegamento con il rischio specifico, il rischio così detto prossimo»: prepara il terreno per il ricorso in Cassazione l’avvocato Fiorella, nel difendere Trenitalia e toccare il tema - che attraversa molte delle difese nel processo al disastro ferroviario di Viareggio - del nesso di casualità. La discussione del difensore è interessante e preoccupante allo stesso tempo, in un Italia che di disastri ne macina sotto ogni aspetto.
Fiorella cita numerose sentenze della Corte di Cassazione e argomenta: «C’è ormai giurisprudenza consolidata: non può essere stabilito il nesso di casualità quando il rischio che sta alla base dell'evento non è un rischio rilevante rispetto al nesso di casualità». Sentenze che sgombrano il campo dal rischio «cosiddetto “eccentrico”, perché che si incardina in una norma cautelare che niente ha a che fare con l'evento». Sentenze che fissano il principio, continua il legale, per cui «la regola cautelare deve essere di prossimità al verificarsi dell'evento».
Per uscire dal linguaggio tecnico giuridico, insomma, se si guasta la scala mobile della Metro, come accaduto a Roma in questi giorni, l’analisi del rischio da effettuare non sarà quella relativa all’intero sistema di saliscendi della Metro - almeno nelle stazione coinvolte ma non solo - ma solo quello relativo al pezzo che si è guastato determinando l’incidente. —
D.F.
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