Gioco
Consiglieri regionali contro la gestione del Festival Pucciniano
VIAREGGIO. «La quantità di violazioni di legge che emerge dalla gestione della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago è impressionante». Parole dei consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti. Che con un’interrogazione chiedono alla giunta regionale di accertare e intervenire sui fatti posti alla sua attenzione. «Trattandosi di un ente sotto la vigilanza della Regione e beneficiario d’ingenti contributi pubblici regionali e statali - affermano i due consiglieri - la Regione non può chiudere gli occhi e deve accertare la situazione con la massima urgenza».
L’interrogazione punta il dito su quattro argomenti. Innanzitutto il presidente Veronesi, di cui viene contestato il fatto di essere contemporaneamente direttore artistico del Festival: «I direttore artistico risponde ovviamente al Cda e dunque Veronesi risponde, di fatto, a se stesso: il conflitto d’interessi è palese, vorremmo capire perché è stato ignorato».
L’altra figura su cui i due consiglieri regionali puntano il dito è quella del direttore generale. «Ci risulta - scrivono - che il signor Moretti sia stato assunto con la qualifica di “dirigente” dal 2015 senza alcuna procedura di evidenza pubblica e senza l’idoneo titolo di laurea, il che configura una doppia violazione della legge. Né ad oggi risulta aperta dalla Fondazione alcuna procedura di evidenza pubblica».
Contestato da Fattori e Sarti anche l’incarico all’addetta stampa «senza alcuna procedura di selezione e senza la motivazione pubblica richiesta».
Nel mirino infine la gestione dei biglietti omaggio del festival. «Nelle stagioni 2015-2018 - si legge nell’interrogazione - risulterebbero elargiti oltre 15mila biglietti omaggio, parte rilevante dei quali non risulterebbe nel bilancio di esercizio in quanto “ceduti” al prezzo di un euro. Né sarebbe stato conservato un elenco dei percettori dei biglietti omaggio, documento essenziale non solo ai fini di una corretta e trasparente gestione ma anche per dimostrare la dichiarata finalità di pubbliche relazioni e promozione della Fondazione».
La conclusione è sferzante: «Non ci fermeremo finché non sarà messa la parola fine a questa situazione scandalosa e non saranno accertate le responsabilità. E se ciò che chiediamo di appurare sarà confermato, è necessario che la Giunta trasmetta tutto il materiale alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica».
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