Toscana
Solo il 32% dei finanziamenti al Carnevale sono pubblici
La Fondazione sui bilanci delle principali feste mascherate: «Siamo i più virtuosi ma i contributi sono importanti, non si può campare solo con il botteghino»
Quanto incidono i finanziamenti di Comune, Regione e ministero sul bilancio del Carnevale di Viareggio? Un terzo. Meno di quanto avviene ad Acireale, Putignano, Cento e Fano, dove i fondi pubblici pesano in maniera assai più rilevante sull’economia delle sfilate dei carri. Ad illustrare i dati è Marco Szorenyi, vicepresidente del Cda della Fondazione Carnevale. Che se da una parte cerca di sfatare il mito delle finanze di Burlamacco che gravano eccessivamente sulle tasche dei contribuenti, dall’altra vuole comunque sottolineare «l’indotto che la manifestazione crea per tutta la città».
Ma cosa dicono esattamente i dati (ufficiosi) basati sui bilanci dei principali Carnevali italiani dove sono previste sfilate di carri a pagamento? A Viareggio la Fondazione ha chiuso lo scorso anno con un risultato gestionale positivo di 8. 303 euro, incassando 4 milioni e 111mila euro: di queste entrate, poco più di un milione e 300mila euro arrivava da finanziamenti pubblici – un milione dalla Regione con contributo ordinario di 850mila euro e uno straordinario da 150mila, 250mila euro dal Comune e 92. 583 euro dal fondo ministeriale. Poco più del 32%, numeri alla mano.
«In realtà questi contributi sarebbero ancora più bassi – spiega Szorenyi –: è vero che il Comune finanzia il Carnevale, ma 200mila ritornano nelle sue casse grazie all’affitto della Cittadella e alle spese per l’occupazione del suolo pubblico. Quindi i finanziamenti di Comune, Regione e Ministero scenderebbero a un milione e 100mila euro…». E gli altri Carnevali? Dietro Viareggio c’è Acireale, dove su un bilancio da un milione di euro figurano 725mila euro provenienti dal pubblico (72, 5%). A Putignano (dati del 2017) il bilancio è di 775mila euro e i contributi statali, regionali e comunali incidono per il 68, 9% (600mila euro). Sposandosi più a nord, a Cento e Fano i finanziamenti pubblici valgono poco più della metà del bilancio – 450mila euro su 850mila (pari al 52, 9%) nella città in provincia di Ferrara, 286mila euro su 542mila euro (pari al 52, 8%) nelle Marche. Dei più importanti e famosi Carnevali d’Italia, solo Ivrea si avvicina al dato di Viareggio: qui le risorse pubbliche per la famosa battaglia con le arance ammontano a 142mila euro su un bilancio di 414mila, pari al 34, 3%. E poi c’è il raffronto con un Carnevale straniero, quello di Nizza: «Qui hanno incassato 2 milioni e 400mila euro e possono contare su tre milioni di contributo pubblico – prosegue Szorenyi – noi per il 2019 abbiamo previsto il solito finanziamento dagli enti pubblici e dalle biglietterie sono arrivati tre milioni e 350mila euro...».
Ma se per la Fondazione quello di Burlamacco è da considerarsi un esempio virtuoso, non significa che non lo siano gli altri Carnevali: «I contributi pubblici servono, succede anche con i teatri e i festival: non possono andare avanti solamente con il botteghino. E poi, guardando al caso di specifico di Viareggio, non è che lo Stato o il pubblico in generale elargisce contributi a fondo perduto: la Fondazione Carnevale paga comunque le tasse e l’Iva, e lo stesso fanno i carristi quando assumono personale, ad esempio. Insomma, dietro l’indotto c’è, eccome». —
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