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Nuova minaccia per il lago: è un’alga infestante

Cesare Bonifazi
Nuova minaccia per il lago: è un’alga infestante

Il professor Silvestri dell’Università di Pisa lancia l’allarme sulla Myriophyllum. Si sta espandendo dagli specchi d’acqua di Massa e si aggiunge alla microcistina

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MASSAROSA. Mancava soltanto un’altra alga a invadere il delicato equilibrio su cui regge l’ecosistema del Massaciuccoli. Si sta avvicinando una nuova minaccia per le nostre acque: un’alga aliena originaria del Sud America e che piano piano sta entrando anche nel nostro ecosistema. Si chiama Myriophyllum aquaticum ed è una pianta appartenente alla famiglia delle Haloragaceae. Originaria dell’america centrale e meridionale, è stata introdotta anche nel sud est asiatico, in Australia, nuova Zelanda, sud Africa, Giappone e nord America, insomma stiamo parlando di una vera e propria pianta cosmopolita.

L’unica controindicazione è che è una pianta infestante e presto arriverà anche nel nostro territorio. Si è insediata tempo fa nell’area protetta del Lago di Porta e quella contigua di Rupi di Porta (nel comune di Pietrasanta), due zone umide retrodunali scampate alle bonifiche delle paludi della Versilia effettuate nel ‘500. Attualmente sono in corso interventi per il progressivo riallagamento delle zone protette con il rialzamento degli argini e altri lavori di ripristino ambientale.

Proprio attraverso questi canali si sta spargendo la Myriophyllum.

A lanciare l’allarme è il professor Nicola Silvestri, ricercatore di Agronomia e Coltivazioni Erbacee dell’Università di Pisa che, durante la firma del contratto di lago alla Brilla di venerdì scorso, ha detto che questa specie vegetale sta contagiando i nostri canali.

Una delle tante minacce al nostro ecosistema dunque: si aggiunge alla lunga lista della microcistina, l’alga dall’infiorescenza tossica che ha reso non pescabile e commercializzabile il pesce del Massaciuccoli, il gambero killer che ha distrutto gran parte della fauna dei canali della bonifica, il pesce siluro, vorace predatore che si sta letteralmente mangiando la diversità faunistica dentro l’acqua. Proprio di questi problemi si dovrà occupare il famoso Contratto di Lago, l’accordo tra enti e associazioni che si sono uniti per dare risposte concrete a queste criticità importanti.
 

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