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Ex Fervet, il Comune espropria per completare l’asse di penetrazione

Donatella Francesconi
Ex Fervet, il Comune espropria per completare l’asse di penetrazione

L’annuncio dell’assessore Federico Pierucci in commissione urbanistica. Il progetto prevede la rotonda di via Virgilio

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«Portiamo l’asse in via Indipendenza con un esproprio» annuncia in commissione urbanistica l’assessore Federico Pierucci, ottenendo lo sperato effetto sorpresa. Al Comune non serve più trovare l’intesa con la proprietà dell’area di trasformazione - l’imprenditore della nautica Giuseppe Balducci - perché una porzione della stessa area, quella necessaria a collegare la rotonda di via Nicola Pisano a via Indipendenza, sarà soggetta ad un esproprio per il quale l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro ha calcolato di avere le risorse necessarie.

La larghezza della strada che attraverserà l’area di trasformazione ex Fervet diventa di 35 metri lineari, come è stato spiegato ieri nel corso della riunione della commissione urbanistica del consiglio comunale, «per garantire l’adeguata fascia di rispetto per tutta la lunghezza, lato Sud». Una porzione di area «che diventa soggetta ad esproprio», sono le parole di Pierucci, «trovando le risorse necessarie avanti anche indipendentemente dalla volontà di terzi».

Il riferimento, non troppo velato, è all’imprenditore della nautica Giuseppe Balducci, legale rappresentante della società “Centro nautico toscano Spa”, proprietaria dell’area. Con il quale il Comune di Viareggio ha da lunghissimo tempo un contenzioso aperto sul destino dell’area. Contenzioso al momento fermo al Consiglio di Stato, organi di fronte al quale il Comune di Viareggio ha impugnato la sentenza del Tar Toscana che ha dato ragione all’imprenditore.

La superficie a disposizione dei progetti che Balducci intende realizzare sull’area di trasformazione «viene ridotta», come è stato spiegato ieri. Ma, come si legge nel pezzo che pubblichiamo in questa pagina, gli uffici comunali hanno accolto più di una delle richieste presentate dalla proprietà. In un’operazione che - questa l’intenzione - dovrebbe garantire l’equilibrio necessario a far sì che l’esproprio proceda senza intoppi.

Altri cinque metri vengono “mangiati” per il raccordo del tracciato completato con la via Indipendenza. Il tutto con la garanzia - è stato confermato ieri in commissione - di una fascia alberata a dividere la strada dalle abitazione, marciapiedi, pista ciclabile, parcheggi. Non vi sarà, però - ha voluto specificare l’assessore Pierucci - «alcun allargamento della via Indipendenza».

Rimane il problema di dove è diretto il traffico che dal secondo lotto dell’asse di penetrazione si ritrova su via Indipendenza. Rispondendo alla domande poste dal Tirreno in occasione della riunione di ieri sono emersi alcuni elementi importanti. A partire dal fatto che - così stato spiegato - «nella larghezza della strada è prevista anche la rotatoria finale», quella di innesto su via Virgilio.

«Sperimenteremo il tracciato della viabilità ordinaria per raggiungere la Darsena», sono le parole dell’architetto Riccardo Pieraccini, presidente della commissione urbanistica. «E successivamente valuteremo l’esito di questa scelta». Ed il riferimento, inevitabile, è al terzo lotto dell’asse di penetrazione, quello per raggiungere la Darsena, sul quale molto si discute da sempre.

Soddisfazione è stata espressa dal Partito democratico e le controdeduzioni relative a questa parte del progetto per l’area ex Fervet sono state approvate con la sola non partecipazione al voto della capogruppo della Lega, Maria Domenica Pacchini.

Ai dubbi sollevati dal consigliere del Gruppo misto Giuseppe De Stefano è stato assicurato da assessore e tecnici che saranno pubblicate, in maniera distinta, le due schede: esproprio e nuova definizione dell’area. Con 30 giorni di tempo per presentare nuove osservazioni. In un passaggio che - ha spiegato Pierucci - «non rallenta i tempi per l’approvazione del Regolamento urbanistico», obiettivo che l’amministrazione comunale vorrebbe raggiungere prima di Pasqua. Rimane da vedere se l’operazione annunciata ieri sulla Fervet compone davvero o meno ogni contenzioso possibile con la proprietà dell’area tanto controversa. —



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