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Passo indietro del Comune sul Procinto: ridotte le cave

Tiziano Baldi Galleni
Passo indietro del Comune sul Procinto: ridotte le cave

Cancellati dal Piano altri 1,66 ettari di zone estrattive ritornate area Parco Non si ferma la protesta degli ambientalisti pronti a manifestare ad alta quota

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stazzema. Oltre settemila firme raccolte in poco più di un giorno. Il mondo degli ambientalisti si è mobilitato contro l’apertura di nuove cave nella vallata sotto il monte Procinto. Ma è proprio mentre la protesta monta, che la politica va incontro alle richieste: con un colpo di penna, martedì scorso, la Conferenza dei servizi riunita a Firenze in Regione ha cancellato, su richiesta del Comune e del Parco, altri 1, 66 ettari che erano destinati a nuova coltivazione di Pietra di Cardoso.

Ci sarà una cava in meno, quindi, e rimarrà un totale di 5, 34 ettari di area estrattiva effettiva su 28 attuali. Il sindaco di Stazzema Maurizio Verona ha voluto fare chiarezza: «Sostengo con determinazione – ha detto – che il Piano di bacino Ficaio se così approvato sarà un miglioramento enorme da un punto di vista ambientale, e di regolamentazione di quest’area rispetto ai dieci anni precedenti». Il primo cittadino – che si dice pronto ad incontrare gli ambientalisti, è già entrato in contatto con Legambiente Toscana – snocciola i dati dell’ultima versione del piano. Un atto che ha catturato l’attenzione dei titolari del rifugio Forte dei Marmi, di alcuni stazzemesi, del Cai Pietrasanta e Forte dei Marmi: non è infatti così lontano dalla particolare vetta rocciosa del Procinto.

«Dalla scheda 21, cioè il bacino Ficaio, sui cui ci sono al momento 28 ettari di terreni estrattivi, abbiamo deciso di eliminarne 11, 04 e restituirli ad area Parco – dice Verona – indicandole sulla carta come “Aree di caratteri paesaggistici e di valenza eco sistemica”. Questa area non tornerà mai più estrattiva. Dei restanti circa 17 ettari, su 11, 66 non si potrà lavorare nei prossimi 10 anni, e rimane effettiva area estratti 5, 34 ettari. Quindi ne abbiamo escluso il 75%».

Un bel passo indietro dell’amministrazione, anche perché ad essere cancellata è stata la zona che si estendeva verso l’alto (siamo a circa 600 metri dal rifugio Alpe della Grotta). È sparita dal Piano anche quasi completamente, di conseguenza, la via di arroccamento. Richiesta specifica era stata fatta anche dal Parco delle Alpi Apuane. Ma intanto l’onda degli ambientalisti non si ferma: dopo la petizione, stanno organizzando una manifestazione nell’area del Procinto. Potrebbe avere luogo domenica 31 marzo. Il sindaco però si difende anche spiegando che ci sarà un’entrata in funzione delle cave di Cardoso «gradualmente: quando se ne chiude una se ne apre un’altra. Prescrizioni che imporrano un’attivazione dei siti con temporaneità scansionata». In totale le potenziali cave sono 3, e due i piani di ripristino ambientale. Il Parco ha sottolineato l’importanza di un ridimensionamento del Piano.

«Solo con queste modifiche e condizioni, con la relativa riduzione infrastrutturale, il Piano Attuativo del Bacino Ficaio non avrà un impatto significativo sul Sito Natura 2000». —

Tiziano Baldi Galleni

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