Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
l’inaugurazione 

«Il Museo del Carnevale? Cambierà di continuo»

Simone Pierotti
«Il Museo del Carnevale? Cambierà di continuo»

Presentato l’allestimento del nuovo ingresso. E presto inizieranno i lavori per il rifacimento delle sale al primo e secondo piano

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Una libreria d’un bel rosso acceso che appare subito all’ingresso, alcuni pezzi della mascherata di gruppo “Un cane andaluso” di Libero Maggini acquattati sulla destra, la ‘timeline’ della storia del Carnevale in una veste moderna e accattivante. E poi le scale che portano ai piani superiori, con la scritta ‘Museo’ che si estende lungo tutto il corrimano e una gigantografia del manifesto ufficiale di tre anni fa. La prima pietra del nuovo sistema museale del Carnevale ormai è stata sistemata: l’impegno della Fondazione è di terminare i lavori al primo e al secondo piano («Siamo solo agli inizi, ma è importante dare un segnale» è il commento della presidente Marialina Marcucci) e di consegnarli già pronti e pienamente funzionanti alla presidenza che (eventualmente) verrà al termine del prossimo Carnevale.

La consegna del premio Ondina d’oro a Maria Cristina Mazzavillani Muti è stata la degna occasione per fare un giro nel nuovo ingresso ai musei, immediatamente di fianco al Bistrot della Cittadella. Un progetto portato avanti dalla direttrice del sistema museale Roberta Martinelli e dall’architetto Velia Gini Bartoli, con la collaborazione fra gli altri dell’ex carrista Enrico Vannucci, «ma l’idea di coniugare il Carnevale e la storia in modo attuale è stata di Marialina, anche se lei si ‘arrabbia’ a sentirselo dire», dicono loro due scherzando. «Ho portato qui le mie esperienze immagazzinate in tanti anni di lavoro – esordisce Martinelli – quello del nuovo museo del Carnevale è un progetto ambizioso, ed è giusto essere ambiziosi».

Verranno fatti tanti piccoli passi, alcuni già compiuti: è già stata inaugurata la nuova caffetteria – il Bistrot della Cittadella – e ieri è toccato al nuovo ingresso. «In fondo è solo una stanza – aggiunge Martinelli – ma di sicuro dà un’idea di come si svilupperà il museo ai piani superiori».

L'entrata al piano terra, in effetti, è un bel biglietto da visita. Immediata e di facile lettura è poi la storia del Carnevale attraverso le date più significative, da com'era vissuta la festa nel Cinquecento fino alle origini di quello di Viareggio: si ferma al 1925, anno del primo manifesto ufficiale, quello disegnato da Guglielmo Lippi Francesconi. «E la storia prosegue», suggerisce una freccia invitando a salire la rampa di scale.

«Lavorare qui alla Cittadella mi ha divertito tanto – confessa Gini Bartoli – e devo dire che è stato soprattutto merito dei carristi: me li avevano descritti come ‘stinfi’, si sono rivelati persone disponibilissime». Ma che museo verrà fuori? «Sarà in continuo aggiornamento, anche nelle sue parti statiche come l’ingresso, perché di volta in volta verranno collocati dei mascheroni sempre diversi – spiega Gini Bartoli – credo sia fondamentale dare una linea e seguire un determinato tema, un percorso, ed è quello che faremo al primo piano cercando di valorizzare lo spazio a disposizione. La Cittadella è un luogo meraviglioso – conclude – e dobbiamo davvero aprirlo alla città». —



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