Il dolore
I Comuni diffidano RetiAmbiente: non si smembri Ersu
forte. Anche il Comune di Forte - con Camaiore, Seravezza, Stazzema, Pietrasanta, Massarosa e Montignoso - ha firmato la diffida a RetiAmbiente a non procedere con la convocazione dell’assemblea societaria convocata per «votare due atti di indirizzo che comporterebbero lo smembramento di Ersu, alla quale verrebbe sottratto il ramo d’azienda relativo alla gestione di Pioppogatto e degli altri impianti». Non c’è - scrivono i sindaci (alla diffida non ha aderito quello di Viareggio) - «alcun interesse pubblico ad indebolire l’assetto patrimoniale ed industriale di quelle aziende locali che, come Ersu, rappresentano delle esperienze positive in termini di economicità, efficienza e qualità del servizio».
Inoltre, in relazione agli atti che l’assemblea di RetiAmbiente (presidente Daniele Fortini) intende mettere ai voti «non è dato comprendere in che modo si intenda strutturare il controllo analogo non solo per l’affidamento del servizio “in house” da parte di Ato, ma anche per mettere in condizione i cittadini di controllare, attraverso i Comuni, i gestori dei servizi».
I Comuni «diffidano RetiAmbiente dall’assumere decisioni, in qualunque consesso, che incidano sullo statuto di Ersu, sul suo assetto patrimoniale ed industriale, sulla sua organizzazione interna, ivi comprese le scelte relative al personale, sulla composizione e la nomina degli organi sociali, ivi compresi organo amministrativo e collegio sindacale, che non siano state preventivamente sottoposte al parere obbligatorio e vincolante degli scriventi Comuni».
Sulla vicenda RetiAmbiente c’è una nuova comunicazione di Camaiore. Il cui sindaco Alessandro Del Dotto ha segnalato alla Corte dei Conti e all’Anac la condizione di inattività della società che, comunque, sostiene spese. La risposta di Fortini non si è fatta attendere: RetiAmbiente spende solo per sede e professionisti incaricati. Del Dotto replica chiedendo conto degli «ingenti acquisti di software effettuati per diverse centinaia di migliaia di euro, per un sistema di controllo di gestione sulla cui gestione non risultano feedback positivi». Si parlerebbe anche «di una spesa di oltre 500.000 euro per un portale per gli acquisti on-line, utile alle società controllate che tuttavia avrebbero optato per ben altri sistemi». Del Dotto chiede di avere entro oggi «atti e spiegazioni dal cda». —
Donatella Francesconi
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