Attenzione
L’anomalia di Viareggio e le questioni Imu e Iva
VIAREGGIO. Il canone demaniale pagato dai 439 stabilimenti balneari di Viareggio e della Versilia, cifre che pubblichiamo in queste pagine, non sono l’unica voce di uscita per i balneari. È la stessa categoria che lo ricorda sempre, ribadendo la necessità di non considerare il canone come unica fonte di costo.
Intanto c’è l’addizionale regionale, il 25% dell’importo pagato allo Stato, che il balneare versa a Firenze. Poi c’è l’anomalia Viareggio: la linea demaniale è fatta a zig zag e quindi ci sono bagni che in parte sono su aree statali e in parte su aree comunali. Cinquanta i bagni viareggini che pagano il canone anche al Comune.
Poi c’è la questione di Imu e Iva. Nel primo caso si tratta di un’imposta sugli immobili che si trovano in spiaggia e che, per quanto riguarda le mura, sono effettivamente di proprietà del balneare. Ma il terreno, cioè la spiaggia, resta pubblico. E nel caso di perdita della concessione l’immobile può essere confiscato. Altro aspetto l’Iva al 22%: i balneari contestano l’aliquota che viene loro applicata, perché l’Iva per le altre imprese turistiche – come gli hotel – è al 10%. Da anni, perciò, si chiede di abbassare l’Iva alla stessa aliquota degli altri. —
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