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Versilia

lutto nella scuola

Professore muore mentre lavora al computer

Professore muore mentre lavora al computer

Giancarlo Baccelli ha avuto un malore nella sua casa di Viareggio, inutile la corsa all’ospedale. Aveva 65 anni. Il figlio: «Mi ha trasmesso la passione per le culture straniere»

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MASSAROSA.  Stamani (19 marzo) sarebbe dovuto tornare in classe. Con il solito sorriso, i libri di testo sotto il braccio, a insegnare quella materia tanto amata e tanto odiata che apre le porte al mondo. E invece Giancarlo Baccelli, professore di inglese dell’istituto comprensivo Massarosa 1, non ci sarà. È morto sabato mattina nello studio di casa sua, per un malore. Si è accasciato davanti al computer e non si è più rialzato. L’ambulanza lo ha portato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Aveva 65 anni.
Due anni, quindi. Gli mancavano solo due anni alla pensione, dopo decenni di cattedre e gessetti bianchi, la maggior parte dei quali («almeno venti», dicono dall’istituto) trascorsi proprio alla scuola media Pellegrini di Massarosa.

Era originario di Viareggio, dove viveva con la moglie, Manuela, e il figlio ventisettenne, Alessandro.
L’inglese era il suo lavoro, ma anche una passione. Passione trasmessa al figlio (che ha 27 anni) studente di lingue e letterature straniere all’università di Pisa. «Sì, era davvero una passione che ci univa e legava», ricorda. La sua altra passione era la musica jazz «e tutta la storia afroamericana», lo ricorda il figlio. Suonava anche, da giovane. «Sapeva suonare soprattutto la batteria e la suonava in compagnia di amici».
Anche a scuola lo conoscevano tutti «per la sua raffinata e profonda cultura che spaziava dalle lingue alla letteratura, dall’arte alla musica, per la sua sottile ironia, per la generosità e la delicata sensibilità», lo ricorda la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo, Primetta Bertolozzi in una nota commovente inviata ai giornali. Tutto il personale ha voluto ricordarlo, ma anche i suoi studenti «si uniscono al dolore della famiglia e lo vogliono ricordare. Un abbraccio da tutti noi».

La sua bacheca Facebook, ieri pomeriggio, era già stata inondata di messaggi da parte. «Posso solo ringraziarti per quello che mi hai insegnato, per i tuoi consigli così importanti, per la possibilità che mi hai dato di affacciarmi insieme a te al mondo dell’insegnamento, per la meravigliosa persona che eri. Ciao Giancarlo, ti porterò sempre nel mio cuore», scrive una collega. Un semplice «ciao prof», scrive invece uno studente. «Ho appreso solo adesso, collega e amico. Sei stata una persona speciale. Porterò con me sempre la tua ironia». E ancora: «Descansa en paz», riposa in pace in spagnolo, scrive un altro amico.

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