Il Tirreno

Versilia

Licenziamenti ICare, Cgil e Uil chiedono si apra il confronto istituzionale

Donatella Francesconi
Licenziamenti ICare, Cgil e Uil chiedono si apra il confronto istituzionale

Lettera ad Ispettorato del lavoro, Provincia e Comune. ICare non ha revocato la procedura che mette a rischio il posto per venti dipendenti

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Non c’è pace per “ICare” e, soprattutto, per i dipendenti del servizio tributi che attendono di conoscere che fine faranno, visto che il contratto tra Comune e società interamente pubblica (presidente Moreno Pagnini) è in scadenza al prossimo 31 maggio e non sarà rinnovato. A causa - lo spiega l’avvocato di “ICare”, Valerio Pardini al consiglio di amministrazione della società - dei «divieti imposti dal cosiddetto “Decreto Madia”».

Con buona pace della tesi dell’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro nel sostenere, come fatto a lungo, che il decreto Madia non si applicasse ad ICare, come sostenuto dal Collegio sindacale del Comune (quello presieduto da Daniele Limberti) che aveva avvisato per tempo l’amministrazione.

Cgil e Uil hanno scritto all’Ispettorato del lavoro, alla stessa ICare, alla Provincia di Lucca ed al Comune di Viareggio chiedendo l’apertura del tavolo istituzionale previsto in caso di licenziamento collettivo. «La società», scrivono Sabina Bigazzi, Daniela Ricchetti (Cgil) e Giovanni Sgrò (Uil), «ha dichiarato che il licenziamenti sarebbero stati ritirati, ma li avrebbero condizionati sia ad eventuali servizi aggiuntivi, così come dichiarato nelle sue intenzioni dal socio unico Comune di Viareggio, sia alla tenuta di equilibri finanziari. A fronte di nostra richiesta di sottoscrivere la chiusura delle procedure dei licenziamenti collettivi, sia per numerica che per qualità del rapporto di lavoro contrattuale ed economico, ci è stato dato riscontro negativo».

Insomma, ancora nessuna certezza ad oggi - a detta dei sindacati - ed anzi il “fantasma” della Corte dei Conti che potrebbe interessarsi della vicenda, contestando il mantenimento dei posti di lavoro a fronte della cessazione del servizio.

Termine dell’attività che - ricorda l’avvocato Pardini - «alla data di cadenza del contratto ICare perderà la gestione dei tributi ed inevitabilmente anche quella del contenzioso. Considerato che nei vari contenziosi interverrà il nuovo affidatario (del servizio, ndr) o il Comune stesso, si manifesterà la necessità di regolamentare l’evoluzione della posizione processuale di ICare ed il regime delle spese di giudizio (visto che attualmente le spese di giudizio liquidate a favore dell’ente impositore sono recuperabili solo attraverso nuovi atti impositivi».

Una serie di rebus attendono dunque scioglimento in casa di ICare, mentre si attende l’esito dei ricorsi alle sentenze di primo grado che hanno sancito come la società pubblica non sia soggetto titolato alla riscossione dei tributi per conto del Comune di Viareggio.

 

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