Gioco
Gli scarti del marmo finiscono nel fiume Condannata un’azienda
stazzema. L’impianto per il trattamento degli scarti di lavorazione del marmo non era attivo: né nella cava Filucchia 1 (dove, però, l’attività estrattiva era ferma), né nella Filucchia 2, entrambe cave della Davi srl, a Stazzema. Tanto che la marmettola si era sparsa «in modo diffuso e incontrollato nel terreno circostante» e da lì nei corsi d’acqua. Per questo la Cassazione ha confermato la condanna a due mesi e dieci giorni per smaltimento di rifiuti in assenza di autorizzazione a Marco Viviani, in qualità di legale rappresentante della società.
Secondo la Corte suprema (le cui motivazioni sono state appena pubblicate) «i fanghi derivanti dal lavaggio di inerti provenienti da cava, quando si dia luogo ad una loro successiva e diversa attività di lavorazione, devono considerarsi rifiuti sottoposti alla disciplina generale circa il loro smaltimento, ammasso, deposito e discarica». L’abbandono di marmettola quindi «comporta l’applicazione ad essi della normativa sui rifiuti».
I fatti risalgono al 2013, anno in cui la Procura di Lucca ha disposto il sequestro delle due cave gestite dalla Davi srl. L’impresa aveva effettuato lo smaltimento di marmettola «in assenza di autorizzazione».
Dal sopralluogo effettuato dalla Forestale nell’ottobre del 2013, era infatti emerso che l’impianto per il trattamento dei reflui industriali a servizio di Filucchia 1 non era in uso, quello della Filucchia 2 non era dotato di un sistema di trattamento delle acque e l’impianto presente non era funzionante, «né era mai stato utilizzato», si legge nella sentenza. Inoltre, non era stato «approntato alcun sistema per il recupero o il convogliamento nei vicini corsi d’acqua delle acque meteoriche non contaminate dilavanti dall’area esterna all’area di coltivazione, né vi erano canalizzazioni o vasche di raccolta capaci di contenere le acque di prima pioggia e prevenire il trasporto di solidi sospesi o eventuali inquinanti, così che lo scarico avveniva in modo diffuso e non controllabile su tutta la superficie di cava e attraverso la rete di naturale infiltrazione delle acque nel suolo». —
M.C.
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