Sicurezza
Bimba trova siringa nello scivolo del parco e la porta alla mamma
Il racconto di un’amica: «Quando l’abbiamo vista siamo andate nel panico, per fortuna l’ago non c’era»
PIANO DI MOMMIO. Quando la mamma l’ha vista avvicinarsi alla panchina, dove era seduta con gli altri genitori, correndo, sorridente, con quell’oggetto in mano, per poco non sveniva. «Guarda mamma, cosa ho trovato». Era una siringa. La sua bimba di sei anni aveva appena trovato una siringa (senza ago) nello scivolo del parco di Piano di Mommio, dove gioca tutti i giorni con le sue amiche e i suoi amici. Sempre lo stesso parco, sempre lo stesso scivolo. E gliela ha portata, quella siringa, tenendola ben stretta in mano, quasi come fosse trofeo. «Guarda mamma». Era attaccata con del nastro adesivo proprio nello spigolo in cui i piccoli si siedono per scivolare giù. Come per dispetto. O forse per marcare un territorio: qui ci stiamo noi, voi bambini non potete venire più.
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Della siringa erano rimasti solo il pistone e mezza camicia (che è il corpo centrale). L’ago non c’era. «Lo abbiamo anche cercato nello scivolo e non lo abbiamo trovato. Potrebbe ancora essere in terra da qualche parte», racconta Violetta Nardini, una delle giovani mamme che ha assistito alla scena venerdì pomeriggio. «Mia figlia ha tre anni e mezzo – racconta Violetta –. Ieri (venerdì per chi legge, ndr) l’ho portata al parco, dopo l’asilo. C’erano anche altri suoi compagni. Stavano giocando tranquillamente. Poi, poco dopo, questa bambina più grandicella, che è la figlia di un’amica, arriva con in mano la siringa. Siamo andate tutte nel panico. Abbiamo pensato subito al peggio. La mamma per poco non stava male. Ha controllato le mani della bimba, ha visto che non c’era sangue. Poi ha controllato la siringa e anche quella non era sporca. L’ago poi non c’era, quindi dopo è riuscita a tranquillizzarsi. E la bimba sta bene. È una bimba già più grandicella della mia e quindi anche più attenta. Era stata attenta infatti a non toccare molto la siringa. La mia avrebbe potuto anche mettersela in bocca».
Quel parco di Piano di Mommio, poi, dice la mamma, non è nuovo a brutte esperienze. «È lasciato a se stesso – continua Violetta Nardini–. È frequentato da persone incivili che poi lasciano bottiglie di vetro rotte dove si siedono le persone. È sempre più pericoloso frequentarlo. Dovrebbe essere un parco dove i bambini possono giocare tranquillamente. Io ce la porto, mia figlia, per comodità. Perché è vicino a casa e perché ci vanno anche gli altri suoi amici. È un luogo di socializzazione importante. Però non è sicuro. Non più. Qualcuno deve fare qualcosa. Devono esserci più controlli. Altrimenti chissà cosa può succedere».
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