Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

Allegrucci brinda... a Champagne per la prima vittoria fra i grandi

Simone Pierotti
Allegrucci brinda... a Champagne per la prima vittoria fra i grandi

Cittadella del Carnevale gremita per la cerimonia conclusiva dell’edizione 2019  E non mancano anche momenti di commozione nel ricordo di Gilbert Lebigre 

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la festa finale

Iniziato con la pioggia – ma per fortuna la prima sfilata è stata anche l’unica funestata dal maltempo - proseguito con il sole e finito con un pomeriggio di primavera in anticipo di qualche giorno sull’equinozio di mercoledì. Ieri, con la cerimonia delle premiazioni dei costruttori vincitori, il Carnevale ha conosciuto il suo epilogo più bello: una grande e partecipata festa alla Cittadella con gli hangar aperti e i due carri che hanno trionfato “parcheggiati” ai lati del palco centrale. Il migliore degli arrivederci all’edizione successiva.

E la formula piace. Piace l’idea di far finire il Carnevale nel medesimo luogo in cui tutto ha inizio, la “fabbrica del divertimento” dove vengono svelati i bozzetti in estate e i costruttori danno forma ai temi più dibattuti. Piace l’idea di valorizzare la Cittadella, per troppo tempo relegata a cattedrale nel deserto. Piace l’idea, soprattutto, di lasciare la ribalta soprattutto a loro, ai vincitori delle varie categorie. Ognuno con una storia personale da raccontare. Come quella di Andrea Giulio Ciaramitaro, terzo nelle maschere isolate dopo aver firmato il testo della canzone ufficiale “Un tuffo fra i coriandoli”. Come quella di Matteo Raciti, finito secondo per un punto, che ha voluto sottolineare l’aspetto autobiografico della sua maschera dedicata ai cervelli in fuga: lui ha lasciato la sua terra, la Sicilia, in cerca di fortuna come artista al Carnevale viareggino. E poi c’è la gioia doppia del vincitore Stefano Di Giusto, perché proprio ieri ha compiuto gli anni la sua bimba Artemisia.

Bello, poi, vedere salire sul palco a braccetto Silvano Bianchi e Marzia Etna, terzi ex aequo fra le mascherate di gruppo. Come a dire: d’accordo la competizione, ci unisce l’amore per il Carnevale. C’è stata (meritata) gloria per loro come per il secondo classificato Michele Canova e il nuovo campione Libero Maggini.

La cerimonia è salita d’intensità con le premiazioni dei carri di seconda categoria: tutti i tre finiti “a medaglia”, volendo scomodare il gergo sportivo, sono stati introdotti da alcune coreografie. Luca Bertozzi ha voluto evidenziare la presenza di famiglie e bimbi sul suo “Moon Dream”, i figuranti di “Prigioni” hanno dedicato un coro da stadio al costruttore Luciano Tomei che “nonostante l’età” ha evidentemente ancora tanto da dare al Carnevale. E poi l’emozione dei vincitori Priscilla Borri e Antonino Croci: lei ringrazia i numerosi collaboratori con la voce tremula, lui ricorda che lavora da trent’anni agli hangar e che non aveva mai firmato un carro tutto suo prima di questo.

L’attesa, però, era per la categoria regina del Carnevale. Roberto Vannucci, terzo classificato e premiato anche dall’Accademia Kronos per il suo carro ambientalista al pari di Jacopo Allegrucci, si è allacciato alla stretta attualità e ai Fridays for Future, la grande marcia mondiale di venerdì scorso: «Il popolo della Terra si è finalmente svegliato», ha chiosato.

Travolgente, e non poteva essere altrimenti, il momento in cui sono stati premiati i Lebigre: la coreografie sulle note della canzone “Adelante” di Luca Bassanese ha contagiato immediatamente tutto il piazzale della Cittadella. Travolgente, sì, ma anche toccante quando il dottor Enrico Petri ha consegnato un mazzo di fiori a Corinne Roger ricordando il marito Gilbert Lebigre, carrista visionario scomparso tre anni fa.

E poi il culmine con la consegna della statuetta dorata di Burlamacco a Jacopo Allegrucci, con l’inevitabile – e azzeccatissimo – preludio delle note del “Waltz” di Shostakovich ad accompagnare gli spettacolari movimenti della strega e di Madre Natura.

Alla fine si è sbottonata anche la presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci che, a mo’ di pilota di Formula Uno, ha stappato una bottiglia di spumante bagnando la giacca di Allegrucci e i costumi floreali delle maschere montate sul palco. Un lieto fine per il Carnevale del sole e degli incassi record. E della partecipazione dei viareggini: lo si è (ri)visto ieri, quando la piazza cantava a cappella le canzoni storiche che di tanto in tanto partivano dalle casse. Finché sarà così, il futuro di Burlamacco non sarà mai in dubbio. —

Simone Pierotti

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