Studenti in piazza per il clima «Non esiste un altro pianeta»
Oltre cinquemila ragazzi da tutta la Versilia hanno sfilato per le strade di Viareggio nel nome dell’ambientalismo
La Versilia c’è, si vede e si fa sentire. Circa cinquemila tra studenti, giovani e meno giovani hanno letteralmente invaso la città di Viareggio in quella che è stata una manifestazione a livello mondiale sul cambiamento climatico. Un lungo serpentone che è partito dal Belvedere delle Maschere, si è allungato su via Mazzini, ha svoltato in via Fratti e ha fatto il suo ingresso trionfale tra cori, canti e striscioni davanti al municipio.
Ci sono stati i bambini delle elementari fino ai ragazzi delle superiori, tutti uniti per smuovere i governi, i potenti e chiunque possa fare qualcosa, a impegnarsi affinché venga salvato il nostro pianeta.
Presenti all’appello tutti gli istituti superiori della Versilia da Viareggio a Forte dei Marmi, passando per Lido di Camaiore. Al fianco degli alunni anche gli insegnanti che hanno voluto dare il proprio sostegno.
Gli adulti, «i responsabili della situazione ambientale del mondo», sono rimasti in disparte a vedere sfilare tra le strade di Viareggio i giovani, tutti ambientalisti sulla scia della svedese Greta Thunberg. E proprio perché come a Viareggio, la manifestazione è arrivata in oltre 187 città di tutto il mondo, gli striscioni, i cartelli e gli slogan erano soprattutto in inglese. Perché quei giovani non sono solamente viareggini, versiliesi o toscani, ma parte di un’onda verde che sta attraversando in maniera uniforme tutto il globo. Ieri si sentivano tutti cittadini dello stesso pianeta. «The climate is changing, why aren’t we» (il clima sta cambiando, perché non lo facciamo noi); oppure «I want a hot date not a hot planet» (preferisco un appuntamento caliente a un pianeta riscaldato); e ancora «Save te world and you’ll save yourself» (salva il mondo e salverai te stesso); «Don’t do plastic, make love» (Non creare plastica, fai l’amore) e, per concludere, «There’s no planet B» (non esiste un pianeta B). Sono solo alcuni dei manifesti realizzati con le proprie mani dai manifestanti.
Ed è proprio per questa indipendenza, manifestata senza alcun colore o ideologia di potere, che la politica ne è stata fuori: non c’erano bandiere di partito né esponenti locali di rilievo, soltanto alcuni attivisti di Legambiente Versilia che hanno coordinato dalle 9 i manifestanti sia in piazza Mazzini sia davanti al municipio.
È proprio davanti al Comune che c’è stato l’assembramento: i ragazzi prima hanno esposto le ragioni dello sciopero mondiale; «C’è bisogno che qualcosa cambi dall’alto, sono coloro che hanno il potere e che fanno politica che devono prendersi la responsabilità di creare politiche contro il riscaldamento globale. Abbiamo il diritto di avere un mondo pulito dove vivere». Poi hanno deciso di portare un documento d’intenti, una sorta di manifesto del movimento, direttamente all’amministrazione tramite l’ufficio Protocollo. La richiesta è semplice: dichiarare simbolicamente lo stato di “emergenza climatica” e impegnarsi con qualsiasi tipo di politica ecologica.
Alcuni studenti sono saliti sulla terrazza del municipio con gli striscioni. Dopo un piccolo momento di tensione durante il quale alcuni manifestanti, che volevano occupare simbolicamente il Comune, sono stati respinti dai messi, i ragazzi hanno inscenato un flash mob. Tutti, mano nella mano, hanno creato una catena umana che ha accerchiato letteralmente lo stabile, da lì un sit-in. Viareggio dunque non è rimasta a guardare e ha fatto la sua parte nel mare della rivolta per il clima. —
Altri servizi alle pag. 4-5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
