Il Tirreno

Versilia

Quando i liguri apuani dettero scacco all’esercito di Roma

Daniela Salvestroni

Nel romanzo storico di Lorenzo Marcuccetti l’epopea del popolo che abitava la Versilia 

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il racconto

La guerra che oppose i Romani alle fiere popolazioni Liguri Apuane insediate in Versilia e nei territori circostanti fu particolarmente lunga e sanguinosa. Cinquant’anni di scontri che culminarono con l’imboscata del “Saltus Marcius”, in cui furono annientate le legioni romane al comando del Console Quinto Marcio Filippo. La storia la racconta Lorenzo Francesco Marcuccetti nel libro “Il popolo delle montagne splendenti. La guerra. L’iniziazione” (CTL Editore Livorno). La presentazione è in programma al Circolo Terra Nera di Ruosina, oggi alle 17.

Lorenzo Francesco Marcuccetti, 52enne di Querceta, si è laureato in Storia antica e medievale all’Università di Pisa e insegna alla scuola primaria Don Milani di Forte dei Marmi. Da sempre è appassionato della storia delle Alpi Apuane e ha scritto numerosi saggi sui Liguri Apuani e sulle tradizioni del territorio. «Questo è il mio primo romanzo storico – spiega Marcuccetti – È il primo libro di una trilogia intitolata “Un cielo di stelle”. Può essere considerato il primo libro di una saga il cui protagonista è il giovane pastore apuo Kara, che nella lingua apuana significa pietra, che si trova coinvolto suo malgrado in una serie di vicissitudini. Il libro è ambientato nel 186 a. C. e narra della battaglia del “Saltus Marcius”, l’imboscata che i Liguri Apuani tesero ai Romani e che riuscì a distruggere l’intera armata romana comandata dal Console Quinto Marcio Filippo. In questo contesto si svolge una vicenda amorosa, un intreccio tra tre ragazzi: il pastore apuo Kara, l’apuana di origine Etrusca Nisjdea, di cui è innamorato Kara, e il giovane Centurione romano Lucio Quinto Levilio. Nella storia, così lunga e complessa, ci sono però tanti altri personaggi. La parte intitolata “L’iniziazione” è dedicata al mondo misterioso degli Apuani e i lettori scopriranno che non sono così diversi dagli attuali abitanti delle Apuane. Forse sono le Apuane che plasmano chi le abita». Ma come erano i Liguri Apuani un tempo? «Erano un popolo di pastori, anche se per difendersi sapevano diventare bellicosi guerrieri – racconta Marcuccetti – Abitavano nel territorio montano a nord dell’Arno, fino allo spartiacque appenninico, nell’attuale provincia di Massa Carrara e in parte delle province di Lucca, Pistoia e La Spezia. I Romani ingaggiarono una lunghissima guerra di conquista per sottometterli che si protrasse almeno per un secolo, trascinati in una guerriglia che in più occasioni culminò in imboscate clamorose, come quella che nel 186 a. C. vide un intero esercito consolare fatto a pezzi nella battaglia del “Saltus Marcius”. Ma nel 180 a. C. in due distinte operazioni, i Romani riuscirono a deportare 47 mila Liguri Apuani nel Beneventano». Come sono oggi gli abitanti delle Apuane? «Sono cocciuti, fieri, ospitali con riserva – afferma Marcuccetti – Ma se imparano a conoscerti diventi come uno di famiglia. E poi sono rispettosi della natura e della propria identità, per cui organizzano tante iniziative per ricordare le loro tradizioni». Dopo la presentazione del libro, il Circolo Terra Nera offrirà al pubblico un aperitivo. Per informazioni: Circolo Terra Nera telefono 333 5840024. —

Daniela Salvestroni

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