Il dolore
L’addio commosso a Stefano Mussi
A salutarlo i contradaioli, gli amici, i colleghi e i militanti Pd Don Percich: «Ogni fiore diventi una preghiera per lui»
«Vorrei che ogni fiore rappresentasse una preghiera per Stefano», Così il parroco don Giuseppe Percich davanti al feretro ricoperto di una corone bianca e rosa. Tutto intorno l’abbraccio di tante persone che ieri hanno affollato la chiesa Santa Maria Lauretana di Querceta. Oltre a parenti e colleghi, a dare l’ultimo silenzioso addio a Stefano Mussi c’erano tanti amici e compagni di partito. I sindaci di Seravezza e Stazzema, tanti consiglieri dell’amministrazione seravezzina e militanti del Partito democratico.
È stata una funzione religiosa molto partecipata quella che ieri ha accompagnato Stefano – scomparso a 39 anni in un incidente stradale, la notte di mercoledì scorso, sul lungomare di Forte dei Marmi – nel suo ultimo viaggio.
«Dio ci chiama quando, come e dove vuole. Noi viviamo in un presente, ma è tanto fugace da diventare passato e futuro. Adesso il suo futuro diventerà l’eternità...», ha proseguito Don Percich spiegando il significato di fede, la misericordia, e il concetto di morte come passaggio dalla vita terrena all’eternità. Per cercare di dare almeno un senso, quello religioso, a qualcosa che pare ancora inverosimile a tutti: perdere la vita a 39 anni, da un momento all’altro.
È avvenuto tutto all’incrocio con via Spinetti, davanti al pontile di Forte dei Marmi. L’auto di Stefano, una vecchia Fiat Panda, ha iniziato a sbandare ed è andata a sbattere da sola contro una palma. Ha visto tutto un testimone che ha subito avvertito i soccorsi. Sono arrivati sul posto veloci, partendo dalla vicinissima sede, la squadra della Croce Verde di Forte dei Marmi. Ma per Stefano non c’era niente da fare. Resta ignoto, e probabilmente rimarrà tale, il motivo per cui Stefano abbia perso il controllo dell’auto.
Ai lati dell’altare, in chiesa, ieri spiccavano due gonfaloni: quello della Croce Bianca di Querceta, e quello della contrada la Quercia. Stefano infatti era stato un contradaiolo attivo. In passato si era occupato della squadra di calcio della Quercia come accompagnatore durate il torneo delle contrade. Allo stesso tempo era legato alle manifestazioni del Palio, e aveva seguito anche l’ultimo Festival del Miccio Canterino. Passione ereditata senz’altro da tutta la famiglia e in particolare dallo zio Zelindo Mussi, che per lunghi anni è stato capocontrada.
Stefano, geometra nello studio Spadaccini di Torre del Lago, era il fratello minore di Alessandro Mussi, presidente del Real Forte dei Marmi-Querceta. La famiglia è molto conosciuta anche per l’autofficina meccanica fondata dal padre Adamo.
Stefano però preferiva fare il geometra e da sempre impegnarsi nella politica. Prima nell’Udc, e da qualche anno si era avvicinato al Pd. Era nella segreteria versiliese del partito e si era candidato nella lista di Ettore Neri alle elezioni di Pietrasanta. Al funerale ieri a Querceta c’erano anche il deputato Umberto Buratti, il sindaco Riccardo Tarabella, e il sindaco Maurizio Verona, e buona parte della giunta seravezzina e militati del Pd di Seravezza e di Forte dei Marmi oltre al segretario Riccardo Brocchini. —
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