Gioco
Autorizzazione provvisoria per il depuratore di Viareggio
Arpat ha chiesto a Gaia una gran quantità di integrazioni al nuovo iter Tutti gli impianti della Versilia continuano ad operare in modalità di proroga
La foto in questa pagine è della fine di febbraio, ma chi opera in porto lo testimonia quotidianamente: l’acqua è nera, di un nero che rimane attaccato alla pelle e che è difficile lavare via. Non manca poi molto all’apertura della stagione estiva e lo stato dell’acqua di mare così immortalato in uno scatto dall’alto non può che fare riflettere al di là di qualche provvidenziale mareggiata che un po’ di sporco se lo porta via.
La Capitaneria di porto interpellata dal Tirreno in tempo quasi reale sulle foto ha spiegato di star monitorando sia i lavori della banchina commerciale sia il dragaggio esterno, oggi terminato da qualche giorno. Due lavori in corso che smuovono i fondali e, quindi, anche la sabbia che ben si vede nella foto. Ma l’acqua nera è ben altro e non c’è stata spiegazione a questo, come pure accaduto in passato.
Lo scorso anno la stessa Capitaneria aveva avviato una serie di verifiche sul depuratore Gaia di Viareggio e sugli altri della Versilia. A proposito dei quali Arpat scriveva, nel giugno scorso: «Tutti i depuratori della Versilia hanno l'autorizzazione allo scarico scaduta». Arrivati in Procura gli accertamenti della Capitaneria, qualcosa - nel corso del 2018 - è cambiato. Tanto che l’anno si è concluso con Verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale negativa per i tre impianti del Comune di Camaiore (per i lavori a quello Camaiore-centro è appena stata aggiudicata la gara) e positiva per quello di Pietrasanta, il quale dovrà iniziare l’iter di Via. Pietrasanta dove c’è un comitato di cittadini molto attivi sulla questione acque.
Tutti restano in funzione in regime di autorizzazione scaduta ormai da anni e prorogata in via provvisoria in attesa di rinnovo, risponde Gaia al quesito del Tirreno relativo allo stato di autorizzazione all’esercizio. Così come quello di Viareggio. Che non è passato dall’iter di Vas «in quanto - spiegano i tecnici di Gaia - già espletato quando sono stati fatti i recenti lavori . Ma la strada per la nuova autorizzazione sembra essere ancora lunga: «Arpat ha inviato una richiesta per un gran numero di integrazioni», è ancora il quadro tracciato da Gaia. Ed i tempi della strada che porta alla nuova autorizzazione sono, quindi, ancora lunghi. Così come quelli dei lavori al nuovo depuratore di Viareggio.
C’è da chiedersi fino a quando il turismo balneare della Versilia potrà davvero reggere questa situazione che sembra data per scontata da tutti gli Enti competenti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
