Italia
Si schianta con l’auto contro una palma Muore a 39anni geometra e politico
Fratello del presidente del Real Forte, lavorava in uno studio a Torre del Lago ed era contitolare di un’officina a Montiscendi
I resti della sua Panda sono ancora qui, sotto questa vecchia palma dove si è schiantato in solitudine nella notte di mercoledì. Un solo testimone ha visto e raccontato tutto, ma ancora nessuno sa come abbia fatto Stefano Mussi, 39 anni, geometra seravezzino, fratello del presidente della squadra di calcio Real-Forte Querceta, Alessandro, a perdere di punto in bianco il controllo della sua auto e a finire a tutta velocità contro la pianta. Il punto dove si è interrotta la sua vita: il lungomare di Forte dei Marmi, incrocio con via Spinetti, a un passo dal monumento dedicato ai caduti.
Sono da poco passate le due di notte, quando il giovane testimone, che sta rientrando a casa, vede arrivare sul lungomare la vecchia Panda di Stefano Mussi. Sta viaggiando direzione Viareggio-Massa. Anche lui sta tornando a casa, in via Ragazzi del’99 a Querceta. All’altezza del semaforo, davanti al pontile, però succede qualcosa. La Panda inizia a sbandare e poi tira dritto verso la palma. Colpisce un palo in acciaio che salta via e infine centra in pieno la pianta. La macchina si accartoccia su se stessa. La portiera rimane bloccata.
Il giovane chiama i soccorsi, che arrivano in un lampo. A pochi metri dall’incidente c’è infatti la sede della Croce Verde con il suo personale attivo notte e giorno. Sul posto arrivano anche un’automedica del 118, il funzionario e gli agenti della polizia stradale di Lucca e di Viareggio e i vigili del fuoco. Tocca a loro il lavoro delicato di aprire l’auto, prendere il corpo del 39enne e darlo in mano ai soccorritori. I medici provano a rianimarlo, anche se è chiaro da subito che le speranze sono poche. Devono farlo: è un loro dovere e un loro diritto, di angeli della strada, provarci. Ma il miracolo questa volta non arriva. Stefano non riaprirà mai gli occhi.
Ai carabinieri è toccato il compito di avvisare il fratello, il familiare più vicino al 39enne, che non aveva né moglie né figli, ma un mondo di amici. Hanno suonato al suo campanello, nel cuore della notte, per portarlo nella sede di Viareggio della polizia stradale. Hanno usato parole tirate fuori da chissà quale coraggio per dargli la notizia: «Suo fratello ha avuto un incidente, non ce l’ha fatta».
Proprio lui, che in mezzo alle auto ci era nato. Era cresciuto nell’officina meccanica nel padre, un’istituzione nel campo, in Versilia. Poi ne era diventato socio insieme al fratello. Il suo vero lavoro però era quello da geometra, nello studio Spadaccini a Torre del Lago. Il secondo (anche se non retribuito) era la politica, una passione che coltivava da giovanissimo da quando militava nell’Udc. Poi la vita lo aveva portato ad avvicinarsi al centro-sinistra, fino a iscriversi al Partito democratico, con cui lo scorso anno si era candidato a Pietrasanta a sostegno di Ettore Neri (oggi consigliere di minoranza). Non era riuscito a entrare in consiglio comunale, ma era entrato nella segreteria versiliese del Pd.
All’alba di ieri già mezza Versilia aveva saputo del suo incidente, ma ancora tutti aspettano di sapere come sia potuto succedere. —
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