Il Tirreno

Versilia

Addio a Mussi: una vita vissuta all’insegna dell’impegno per la sua terra

Gabriele Buffoni
Addio a Mussi: una vita vissuta all’insegna dell’impegno per la sua terra

Era membro della segreteria del Pd e dirigente della Cna. Da giovane era molto attivo nel mondo del Palio dei Micci

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QUERCETA. L’impegno politico, la passione per le vicende nazionali e internazionali di palazzo mescolata all’amore viscerale per la sua terra – Querceta e più in generale la Versilia – che sognava di cambiare e di migliorare (nel proprio piccolo) con una dedizione costante. Ma anche il volto sorridente, la battuta sempre pronta, l’immancabile invito ad un aperitivo per scambiare di fronte ad una birra o ad uno spritz quattro chiacchiere in compagnia. Stefano Mussi, il 39enne di Querceta rimasto vittima di un tragico incidente stradale sul lungomare di Forte dei Marmi davanti al pontile, era così, caparbio ma sempre gentile e rispettoso, capace di farsi amare da tutti.

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Politico dalle forti convinzioni, fermo nel difendere i propri ideali ma sempre pronto ad ascoltare l’altro, a instaurare un dibattito costruttivo, prima di chiudere la discussione e trasformarsi nell’amico della porta accanto, quello sempre pronto a stare in compagnia a godersi qualche momento di relax e di allegria lasciando le preoccupazioni della quotidianità fuori dalla porta. Amava la vita, Stefano, una vita che aveva apprezzato ancora di più dopo il brutto incidente dello scorso anno quando – era il 17 aprile del 2018 – venne investito da un’auto mentre passeggiava. Se la cavò con un forte trauma cranico aggravato da una frattura tanto da rimanere per quindici giorni ricoverato all’ospedale di Livorno. Due settimane di grande apprensione per tutta la sua famiglia, dallo zio Zelindo al fratello Alessandro e ai due nipoti con cui condivideva la casa in via Ragazzi del ’99 a Querceta, separati da un solo piano.

Profondamente innamorato della Versilia e delle sue tradizioni, fin da giovane si è sempre speso nella vita delle associazioni del territorio. In gioventù si era anche avvicinato molto alla contrada della Quercia, in particolare al settore della contrada riguardante il torneo di calcio, in cui aveva assunto l’incarico di dirigente accompagnatore della squadra: per la sua fede calcistica milanista, in molti nei ranghi del gruppo bianconero l’avevano scherzosamente soprannominato il “Galliani” di Querceta. Distaccatosi con gli anni dalla parte attiva della contrada ma senza mai perdersi lo spettacolo del Palio – basta dare un’occhiata al suo profilo Facebook per confermare la sua presenza in platea nell’ultima edizione del Miccio Canterino – Stefano si era dedicato con ancor più fervore alla vita politica versiliese entrando a far parte dell’associazione “Per Querceta” e diventandone, da 2013 e per alcuni anni, il presidente.

«Stefano era un amico: sono via dall’Italia e sto cercando di non pensarci, ma da quando ho saputo del suo incidente sono a pezzi». Non trattiene le lacrime Giacomo Genovesi, giovane assessore del Comune di Seravezza che solo al suo arrivo in Spagna, nella mattinata di ieri, ha appreso la notizia della sua tragica scomparsa. «Con la scusa della politica, per cui nutriva una passione viscerale, riusciva ad attaccare bottone con tutti: potevi parlarci di qualunque cosa – ricorda Genovesi – ci tenni ad invitarlo alla mia festa di laurea e sia a me che ai giovani del partito ha sempre ripetuto di divertirci e di spaccare il mondo come avrebbe voluto fare lui. Ci siamo sentiti poco prima della mia partenza, mi ha detto di godermi Madrid con i miei amici e che anche a lui sarebbe piaciuto venire».

Membro fin dalla giovane età dell’Udc, Mussi aveva recentemente trovato la propria dimensione nel Pd di stampo renziano accompagnando l’ascesa dell’ex premier fiorentino con la fondazione di comitati la promozione di varie iniziative. Era anche nella segreteria del Pd della Versilia, oltre che componente della direzione provinciale della Cna.

Nell’ultima tornata elettorale nel Comune di Pietrasanta si era schierato in lista con l’ex sindaco seravezzino Ettore Neri: un’alleanza, quella con Neri, frutto di un’amicizia salda nel tempo sebbene l’opposizione senza sconti che, ai tempi della militanza nell’Udc, mosse alla sua giunta di centrosinistra a Seravezza (nonostante non sedesse in consiglio comunale). Diplomatosi come geometra, collaborava con lo studio Spadaccini di Torre del Lago. «Con Stefano ci conoscevamo da oltre 20 anni – rivela il titolare Paolo Spadaccini – ci siamo conosciuti in ambito politico ma per me è sempre stato come un figlio, uno di famiglia. Nel mio studio completò il praticantato – ricorda – ma anche oltre la vita professionale abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto. Sono dilaniato dal dolore. Voglio ricordarmelo al mio fianco, a New York, nel 2010: allora ero presidente della Fondazione del Festival Pucciniano e lui mi accompagnò in America per il centenario de “La Fanciulla del West” – racconta – i facemmo una camminata di due ore attraversando la città, una giornata che potrò mai dimenticare». —
 

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