Sicurezza
Boom di pensionamenti nella scuola ecco i posti che si liberano a settembre
Con Quota 100 raddoppiano gli addetti che lasceranno il lavoro: saranno 144 tra insegnanti, dirigenti, bidelli e tecnici
Il rischio, dice Antonio Mercuri, segretario della Flc Cgil è che «non avremo abbastanza personale per coprire tutti i posti lasciati vuoti». Con Quota 100, infatti, sono, di punto in bianco, raddoppiati i pensionandi nelle scuole: dovevano essere (tra insegnanti, bidelli, dirigenti, segretari) 44 con la sola legge Fornero, e invece saranno 144. «Già lo scorso anno – spiega il sindacalista – il 60 per cento dei posti di ruolo sono rimasti scoperti per carenza di personale. Molte scuole sono state date in reggenza a dirigenti che si sono trovati con più plessi da gestire. E dallo scorso anno non è cambiato nulla. Per quanto riguarda gli insegnanti: le graduatorie sono esaurite, dai concorsi non arrivano più candidati. E lo stesso vale per i presidi e i direttori amministrativi. Le scuole rischiano di non aprire».
Ed è proprio il motivo per cui, martedì pomeriggio, la Cgil ha realizzato sit-in in mezza Italia, città toscane incluse. Al centro dell’iniziativa organizzata dalla Flc c’era proprio l’emergenza precariato, che «rischia di compromettere l’avvio del nuovo anno scolastico». Il sindacato chiede «di assumere almeno gli insegnanti con tre anni di servizio».
Per quanto riguarda i docenti «sarà sicuramente emergenza», dice la Cgil. A fine anno scolastico andranno infatti in pensione 94 insegnanti, dall’infanzia alle superiori, di cui 26 con la Legge Fornero, gli altri con Quota 100. «Non ci sarà sicuramente la possibilità di coprire tutti questi posti vuoti, sarà il caos totale», sottolinea Mercuri.
A questi posti, andranno aggiunte poi le circa sessanta maestre diplomate che verranno licenziate in tronco per effetto della sentenza del consiglio di Stato, secondo cui il diploma magistrale (conseguito prima del 2001) ha valore abilitante all’insegnamento ma non per l’assunzione a tempo indeterminato.
«I loro contratti – spiega Mercuri – verranno trasformati da tempo indeterminato a tempo determinato, ma nessuno assicura loro la continuità. Quindi anche dal punto di vista della didattica non sarà positivo, perché gli alunni si vedranno continuamente cambiare insegnante»
In tutta la provincia di Lucca, sono 105 le maestre che verranno licenziate man mano che arriveranno le sentenze di ciascun ricorso (probabilmente tutte entro giugno); oltre la metà sono in Versilia. Molte sono abilitate al sostegno: ci sono 23 sono maestre di sostegno delle scuole elementari, e 9 dell’infanzia.
Altro nodo da sciogliere sarà quello dei presidi: di diciassette dirigenti scolastici in Versilia, a settembre, ne andranno in pensione sei, cioè oltre un terzo, di cui due con la Legge Fornero e quattro con Quota 100. Ad andare in pensione saranno presidi colonne del sistema scolastico versiliese. Sono: Claudio Franciosi, dell’istituto comprensivo Camaiore 1 (che però aveva in reggenza), Sandro Orsi del Camaiore 3, Primetta Bertolozzi, dell’istituto comprensivo Massarosa 1. Nelle scuole superiori, i posti che verranno lasciati vuoti a settembre invece sono quelli di Mario Cristiano Regali, del liceo classico Carducci, Sandra Pecchia del liceo Chini–Michelangelo e Mirella Bertagna del Don Lazzeri– Stagi. Rimpiazzarli subito non sarà facile. Il concorso per l’assunzione di nuovi dirigenti è in ritardo: i posti vuoti, quindi, verranno dati quasi sicuramente in reggenza.
Altri 44 posti, infine, si libereranno tra bidelli, assistenti amministrativi, tecnici. —
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