Muore a 71 anni ex insegnante e assessore
Era stato professore di economia all’istituto Marconi di Viareggio. Gli ex studenti lo ricordano su Facebook: «È il miglior ricordo delle superiori»
STAZZEMA. Tutti i ragazzi meritano un insegnante come te, caro Gió. Sei forse il miglior ricordo che ho delle superiori. Buon viaggio», scrive Silvia, una ex allieva. «Sei sempre stato prima di tutto un amico e poi anche un grande prof», sottolinea invece Loris. Perché Giorgio Fini aveva «la capacità di andare oltre l’ambiente scolastico e farsi conoscere anche come uomo». L’ex insegnante di economia all’istituto professionale Marconi di Viareggio, stazzemese di nascita, è scomparso mercoledì mattina nella sua casa di Cardoso sulla soglia dei 71 anni. Da ieri sono decine i messaggi degli ex studenti lasciati sulla sua bacheca Facebook. Gli stessi studenti che aveva anche portato a pranzo nel suo paradiso, una piccola casa di montagna da lui ristrutturata, a Ranocchiaia all’Alpe di Pruno. Era il suo rifugio dell’anima. La comunità di Stazzema in pochi giorni perde così un altro cittadino prematuramente. Giorgio Fini era una persona colta, gentile, amante della montagna, del buon vino e «in grado di crearsi un polo di amicizie e di gente che gli voleva bene ovunque andasse. Ricordo successe questo anche a Siena dove frequentò l’Università», spiega Adone Beluffi, un suo grande amico.
Giorgio è scomparso a causa di una malattia: la stessa per la quale fu operato nel 2003. Sembrava l’avesse superata, poi circa otto mesi fa ancora l’incubo. Prima si era operato all’ospedale Vittorio Veneto a Treviso, a fine 2018, e poi erano iniziate le cure. Ma questa volta non è riuscito a sconfiggerla. Giorgio Fini, oltre ad amare la natura, e i suoi studenti, era stato impegnato anche in politica. Fu assessore alle finanze e tributi dall’85 al ’90 con il sindaco Giuseppe Conti. Anche successivamente però rimase attento alle questioni del suo territorio. Va ricordata prima la difesa della sorgente d’acqua Molinette, a Mulina, e poi l’opposizione al rinnovo e all’esosità delle concessioni cimiteriali ante 1975. Di quest’ultimo caso fu presidente del comitato, portò avanti il ricorso straordinario davanti al presiedente della Repubblica e poi al Tar. Giorgetto, come lo chiamavano in tanti, aveva interrotto l’insegnamento e poi era andato in pensione dopo i primi problemi di salute più di 10 anni fa. «Era il mio segretario al seggio di Palagnana - ricorda Beluffi - lì siamo stati quasi 30 anni, abbiamo segnato un’epoca, e quella frazione era sempre nei suoi pensieri».
Un’altra grande passione che aveva Giorgio - che ricordano gli amici -, oltre alla caccia, era «il piacere della buona tavola e del buon vino: era un vero intenditore, e dopo la pensione, prese il terzo livello di sommelier».
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