Il Tirreno

Versilia

Viareggio Porto, i diportisti raccolgono i soldi per la nuova asta

Donatella Francesconi

C’è tempo fino al 31 marzo per aderire alla cordata che si propone di acquistare la società oggi pubblica

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C’è tempo fino al 31 marzo per partecipare alla cordata lanciata dalla cooperativa “Porto turistico Viareggio” in vista dalla partecipazione all’asta per l’acquisto della Viareggio Porto. L’assemblea dei soci della cooperativa ha dato il via all’operazione sabato e ieri si è tenuto, alla Croce Verde, l’incontro pubblico che ha ufficializzato la decisione. E fisssato le coordinate per la partecipazione all’operazione. «Ai diportisti chiediamo di versare alla cooperativa la tariffa annuale pagata nel 2014, prima degli aumenti», ha spiegato Fabio Alfieri, uno dei diportisti storici dell’approdo della Madonnina. Agli interessati è stato distribuito un prospetto riassuntivo di quelle che erano le tariffe: da un minimo di 570 euro per una barca fino a 5,50 metri a un massimo di 13,217 euro per un’imbarcazione da 16,51 metri a 17,50.

La raccolta è supportata - così è stato spiegato nel corso dell’incontro di ieri mattina - da «una linea di credito per l'equivalente del capitale sociale. Nell'ipotesi non si raggiungano le quote necessarie, nella misura di 300.000 euro».

Intanto, però, va ricordato che dell’asta della Viareggio Porto si sono perse le tracce. Dopo che la Regione è intervenuta dando mandato all’Autorità portuale regionale di verificare lo stato complessivo della società e relativi beni, nella prospettiva di revocare le concessioni in scadenza l’anno prossimo. Scenario nel quale è intervenuto, però, il decreto del governo che ha prorogato le concessioni demaniali di 15 anni. I rappresentanti della cooperativa hanno già fatto un passaggio con Marco Marchi, commissario liquidatore della Viareggio Porto e contano di farne un altro anche con il giudice Giacomo Lucente, come ha spiegato Franco Di Nardo. Quello che si ipotizza, sul fronte di una prossima asta, è che il prezzo possa non essere troppo inferiore a quello dell’ultima volta (783.106 euro) proprio per l’effetto del decreto del Governo. Che alla concessione dell’approdo della Madonnina non si può non applicare, avendo la stessa usufruito della proroga concessa fino al 2020, per legge nazionale, a tutte le concessioni turistico/ricreative.

Certo, a deprezzare il valore della Madonnina interviene lo stato dell’approdo, ben descritto ieri dalle voci dei diportisti, affiancati dall’avvocato Leonardo Dell'Innocenti. «Con lo scavo della banchina commerciale c'è molto più moto ondoso», è stato raccontato: «Andava realizzata la controbanchina, perché ora, in queste condizioni, il mare entra. E danneggia irrimediabilmente i pontili». Insomma:altro che yacht da ormeggiare alla Madonnina, come nelle previsioni del nuovo Piano regolatore portuale al quale da tempo sta lavorando l’Authority regionale.

«Comunque fosse», ha sottolineato Alfieri, «solo effettuando i lavori di manutenzione che sono indispensabili avremmo la concessione prorogata di 4 anni». La descrizione dell’approdo è impietosa: «La banchina numero uno, quella più ricca, è deserta. L’approdo spesso non ha luce di notte, e spesso non c'è acqua. I pontili col vento si staccano» . Ma la cooperativa guarda anche oltre la Madonnina: «Vogliamo dimostrare che, unendoci, si può davvero costruire una città diversa», comprensiva di porto turistico del Triangolino che la cooperativa si dice pronta a realizzare non appena ci saranno le condizioni, «asse di penetrazione prima di tutto». —



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